Diventa socio
Sostieni la nostra attività Contatti

 

Cerca per parola chiave
 

 

Autori

 

Ci sono 448 persone collegate

 

\\ Home Page articoli : Articolo
Quello che non si dice sulla Georgia (1): la politica pro-droga di Saakashvili (e di Soros)
Di Bernardo - 22/08/2008 - Attualità - 1125 visite - 0 commenti
14 agosto 2008 (MoviSol) - La Fondazione Beckley, una delle tante organizzazioni fondate da Soros per propagandare la liberalizzazione della droga, si trova alla periferia di Oxford. Nel maggio scorso essa ha pubblicato un rapporto dal titolo "Antidroga in Georgia: i test anti- droga e la riduzione del consumo". Con quel rapporto, la fondazione lodava la politica del presidente georgiano Mikhail Saakashvili e criticava l'operato del precedente presidente Eduard Shevardnadze. "L'ex primo segretario del comitato centrale del partito comunista georgiano, Eduard Shevardnadze, iniziò negli anni '70 una dura campagna di misure contro la droga e contro coloro che ne facevano uso", dice il rapporto, citando un'altra entità fondata da Soros, lo Human Rights Watch. La Fondazione Beckley commentava positivamente i "promettenti cambiamenti sotto la presidenza di Mikhail Saakashvili", il quale ha "annunciato la possibilità di spostare l'asse delle politiche antidroga dall'orientamento giuridico dominante". In altre parole, il beneficiario della "rivoluzione rosa" georgiana finanziata da Soros, Saakashvili, potrebbe aver promesso a Soros di arrivare in futuro alla legalizzazione della droga. Immaginate che cosa significherebbe per la Russia, già pesantemente compromessa dalle ondate di eroina proveniente dall'Afghanistan! Il condirettore della Fondazione Beckley, Mike Trace, l'ex vice zar dell'antidroga in Inghilterra, fu nominato direttore della sezione "Riduzione della Domanda" dell'Ufficio Antidroga delle Nazioni Unite nel gennaio 2003. Dopo otto settimane fu costretto a dare le dimissioni, a seguito della pubblicazione di documenti in possesso del Hassela Nordic Network, un gruppo svedese che si oppone alla liberalizzazione delle droghe, nei quali Trace appariva partecipe di un piano finanziato dal miliardario George Soros per rivedere le convenzioni internazionali sul traffico di droga, in occasione di un incontro dell'ONU da tenersi a Vienna nell'aprile dello stesso anno. L'Hassela Nordic Network aveva fatto notare che, nel settembre precedente (2002) Trace, in una lettera indirizzata a Aryah Neier, presidente dell'Open Society Institute (OSI), descriveva il suo ruolo come segue: "Per quanto riguarda i miei compiti, penso che sarebbe meglio, nei primi momenti, che io fornissi consigli e consulenze da dietro le quinte, visto il mio contemporaneo ruolo di Presidente dello European Monitoring Group, la mia associazione con il governo britannico e qualche lavoro di cui mi ha incaricato l'Ufficio antidroga dell'ONU. Questo ruolo da ‘quinta colonna' mi permetterebbe di sovraintendere all'istituzione dell'ente (ho già in mente alcuni individui di buona qualità con cui potrei lavorare a tal proposito in piena fiducia), mentre promuovo i suoi scopi sottilmente nelle sedi governative formali". L'ente a cui Trace si riferisce è Release, un gruppo londinese usato da Trace e l'OSI come paravento per condurre un'iniziativa, privatamente chiamata Progetto X o "iniziativa di Londra", e ufficialmente "Forward Thinking on Drugs" (Pensiero avanzato sulla Droga), che serviva a preparare delle alternative alle vigenti convenzioni dell'ONU sulla droga prima dell'incontro di Vienna. Quale presidente di questa iniziativa era stata scelta l'australiana Cheryl Kernot, nel dicembre 2002. Il bilancio a disposizione per l'iniziativa fu stabilito a 405 mila dollari. Il finanziamento provenne da Soros e da altre fondazioni europee che condividono gli obiettivi di Soros.

Fonte: www.movisol.org
 
Nessun commento trovato.

I commenti sono disabilitati.