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Tra scuse e giustificazioni, una vita se n’è andata
Di Irene Bertoglio - 26/08/2007 - Attualità - 1378 visite - 0 commenti
Sembra un racconto tragico ma è successo realmente. Una donna incinta di due gemelli ha deciso di praticare l’aborto selettivo su uno dei due feti affetto da varie malformazioni. L’intervento milanese può fare affidamento solo sullo strumento ecografico per rilevare la posizione del gemello malato. A confermare la tesi che la vita è appesa a un filo e che una virgola può cambiare il corso degli eventi, accade che – all’ultimo momento – i due feti si invertano e viene così rimosso il feto sano. Quest’articolo non viene scritto per giudicare insensibilmente una scelta sicuramente sofferta come quella della madre di questi due bambini, ma per porre un quesito. Può una storia del genere essere liquidata con una semplice constatazione, «è un errore medico»? L’opinione comune si schiera in difesa dell’aborto come scelta matura e responsabile, sottolineando il diritto della madre di scegliere per ciò che viene ritenuto di sua proprietà. Ma rendere legittima una pratica come questa apre le porte ad ogni ulteriore degenerazione. È vero, qualche ente pagherà per questo sbaglio, per questo tragico errore, per questo “caso sfortunato”. Quale consolazione per quel bambino senza nome e senza futuro! Between excuses and justifications a life is gone. Sounds like a movie trailer but it really happened. A pregnant woman of twins choose a selective abortion of one of the two foetus affected by congenital malformations. The only medical instrument with which the Milan surgery hospital could trust is the ultrasound to reveal the position of the suffered fetus. But things sometimes change and it confirmed that life is unpredictable: the two fetus inverted their position and they killed the healthy one. This article is not try to judge a suffered choice this mother made, but to put up a question. How could you call such a situation a medical error? Public opinion lines up defending abortion as a mature and responsible choice, underling the right of the mother to choose what belongs to her. The risk of creating other degenerated situations like the previous one is much easier considering lawful this practice. It’s true, certain institutions will pay for this mistake, for this “unlucky case”. What a consolation for that child without name and without future.
 
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