Diventa socio
Sostieni la nostra attività Contatti

 

Cerca per parola chiave
 

 

Autori

 

Ci sono 519 persone collegate

 

\\ Home Page articoli : Articolo
Coraggio laido
Di Caius - 26/06/2007 - Attualità - 1524 visite - 0 commenti
Ha ragione Prodi! C’è un’aria irrespirabile. Il Presidente del Consiglio lo può dire meglio di chiunque altro data la sua città di provenienza: Bologna. Da un po’ di tempo a questa parte, pare che Bologna sia diventata improvvisamente la città del coraggio laico. O meglio, la città di iniziazione, di prova, di allenamento del coraggio laico. Hanno avuto un coraggio laico da leoni quanti, in occasione della discesa dell’immagine della B.V. San Luca, hanno manifestato la loro appartenenza omosessuale alzando cartelli di saluto a Mons. Bagnasco: “vergognati”. Più ancora coraggio hanno, fervidamente, mostrato quanti - a chi faceva notare che mai durante la processione della Madonna di San Luca, cui partecipa tutta la città, era accaduta una cosa simile – hanno risposto: “non sapevamo che la Madonna, proprio oggi, come ogni anno, da qualche secolo a questa parte, scende in città,! Se lo avessimo saputo mai avremmo organizzato una gazzarra del genere”. Pochi giorni dopo, avvertiti che la preziosissima icona della Vergine, unica icona presente nella cattedrale di Mosca, come ogni anno, da qualche secolo a questa parte, viene posta in Cattedrale per la preghiera di tutto un popolo, i coraggiosi si sono spogliati e sdraiati sui gradini d’ingresso della Chiesa madre di Bologna. “Questa volta, siamo consapevoli di quello che facciamo”. Il coraggio di chi dà tutto ( compreso i propri vestiti!) per le proprie idee. Effettivamente neanche negli anni della contestazione, del 77, a Bologna qualcuno si è mai sognato di infastidire uno dei momenti più intensi della vita della città: quella della visita della Signora che dal Colle della Guardi. Ma questa, signori e signore, è la stagione del coraggio laico! Ora la Vergine Santissima si ostina ad essere politicamente scorretta. L’appellativo con cui la si chiama a Bologna, la Madonna, pare la crasi di due termini non usuali nel vocabolario di un certo virilismo laico: Madre e Donna. E che mai? La femminilità può mai essere definita da queste due parole? E’ una riduzione insopportabile. La femminilità non appartiene alle sole madri. Gli uomini ne sarebbero, intollerabilmente, discriminati. Né tantomeno, in un epoca di gender culture, possiamo definire la femminilità un fatto di natura? Giammai, la natura non esiste. Esiste, piuttosto, la cultura. L’esser donna è una scelta culturale. Dico bene, onorevole (ssa) Vladimir? Ora, rimanendo la Madonna nella sua etimologia propria “la mia Signora”, Colei che ci rende - per averci regalato il Figlio di Dio - tutti, indiscriminatamente “signore e signori”, ai coraggiosi, quelli intrepidi - voglio dire, quelli che sono certi di non rimetterci mai niente - la cosa continua a non andar giù. E allora, pienamente consapevoli, si rivolgono, con una mostra, a Lei che “tutte le generazione chiaman beata”, con l’insolito titolo di “Signora dello sperma”. “Coraggio ragazzi. Dai che ce la facciamo! Siam così virili che non possono nemmeno più scambiarci per delle checche!!” Il Quartiere di Bologna che aveva patrocinato la manifestazione artistica sulla sperma e sulle dense e (sempre, nonostante tutto) feconde lacrime della Madonna, ha ritirato la mano. Come i coraggiosi, ricordate?: “Non sapevo niente, ho dato i soldi ma perché me li hanno chiesti, mi han solo detto che sono per una mostra sulla Madonna”. Che coraggio!? Non il loro, il nostro che li votiamo da 50 anni! Il giorno seguente, sempre a Bologna, solo perché non pensiate che la frase del Presidente del Consiglio si riferisca alla storia dei rifiuti della Campania, una piccola chiesa è stata, coraggiosamente, imbrattata di scritte blasfeme e sataniche. Infine, è roba di oggi, la mostra coraggiosamente laica del gruppo “Linea Lesbica” rilegge in chiave omosessuale i dieci comandamenti. “Abbi te stessa e le altre al di fuori di un d/io”, “se lo desideri commetti con lei gli atti impuri che entrambi volete”: wow! Anche le lesbiche sanno fare arte! E che coraggio! E anche stavolta, il Quartiere S.Stefano: “Non sapevo niente. Mi spiace. Abbiamo dato i soldi. Pensavamo che fosse una ripresa del catechismo di Pio X. Scusate, ritiriamo il patrocinio”. Solo qualche mese fa, a Natale, sempre a Bologna mi raccomando, il presepe in Municipio affidato ad un artista di fama e coraggio internazionale, oltre al bambino, alla Madonna (questa volta piangente sul serio), San Giuseppe, tra le statuine, il fedele poteva anche trovarvi quella della nuda Moana. E’ proprio vero che il coraggio è intraprendente, porta chi ne è ricco a compiere imprese che altrimenti ci atterirebbero, vince i luoghi comuni e sfida il potere, per dare una mano agli indifesi…magari con i soldi di tutti. Il Presidente ha naso fine. C’è un’aria insopportabile. I microbi Bonino, Borselli, Checca Paoni, Grillino stanno rendendo difficile la respirazione. I Vescovi vanno in giro con la scorta, la Madonna vilipesa, il Papa insultato al Gay Pride, i sacerdoti televisivi, Vauro e Santoro, danno dei pedofili a tutti i sacerdoti che proprio in questi giorni, solo in Diocesi a Bologna, raccolgono ed educano al coraggio di cavalieri antichi, oltre 10.000 bambini… E’ possibile, Presidente, decretare una campagna di disinfestazione?
 
Nessun commento trovato.

I commenti sono disabilitati.