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Don Nicola Bux e l'incontro di Assisi
Di Rassegna Stampa - 10/10/2011 - Cultura e religione - 1197 visite - 0 commenti


Tratto da www.verumperegrinantes.blogspot.com

L'interessante intervento di Don Nicola Bux al recente convegno "Pellegrini della Verità verso Assisi" ha aperto una finestra su come gli incontri di Assisi siano stati erroneamente recepiti dal mondo cattolico. Emblematico a tal riguardo è l'esempio eclatante di cui parla: “Una targa bronzea nel porticato antistante la basilica inferiore di san Francesco d’Assisi recita: Joannes Paulus II cunctis in orbis Dei cultoribus in spiritu et veritate convocatis… ; pensavo che  commemorasse un raduno mondiale di cristiani. Il culto 'in spirito e verità', dovrebbe essere quello fondato sul riconoscimento di Gesù Cristo, il Figlio nel quale Dio si è pienamente rivelato, ha fatto conoscere il suo volto... Invece la targa assisiana non si riferisce ai cristiani ma ai rappresentanti delle religioni convenuti il 2001 alla preghiera per la pace. Qualcosa è cambiato. Quella lapide riporta una opinione diffusa tra i cattolici, che tutte le religioni riconoscano in fondo il medesimo Dio e lo adorino in spirito e verità”.

Una tale interpretazione degli incontri di Assisi non lascia dubbi sulla deriva sincretista che colpisce il mondo cattolico: “i cristiani che adorano un Dio personale, riconosciuto presente, specialmente nel sacramento dell’altare, finiscono per retrocedere all’adorazione di un Dio impersonale o addirittura di altri déi. Questo pensiero non cattolico si è diffuso e confonde molti nella Chiesa”.

Le parole di mons. Bux palesano non solo la grande confusione che regna purtroppo nelle menti di molti cattolici, ma anche del fatto che tale confusione sia purtroppo veicolata da quanti dovrebbero pascere il gregge di Cristo e vigilare su di esso.

Ecco perché diventa sempre più urgente chiarire il significato autentico degli incontri di Assisi, l'unico che può essere compatibile con la confessione, essenziale per ogni cattolico, che Gesù Cristo è il Figlio di Dio, l'unico Salvatore, fondatore dell'unica Chiesa cattolica, necessaria alla salvezza.

E qual è questo significato?

Mons. Bux lo spiega con chiarezza: “L’incontro delle religioni può avvenire nel punto originario individuato come il senso religioso..., il desiderium naturale videndi Deum che la Chiesa riconosce ... Tuttavia, si deve convenire con la riflessione dell'allora cardinale Ratzinger quando, riferendosi all’episodio di san Paolo sull’Areopago (At 17,16-34), mette in guardia dall’ottimismo, perché da parte delle religioni è venuta anche una negazione decisa, allorché non hanno voluto accettare di proseguire il cammino o addirittura di voler tornare indietro nell’idea di Dio”.

Non le religioni dunque sono al centro dell'incontro di Assisi, ma l'uomo religioso, che manifesta ed incarna la propria religiosità in forme concrete, forme che non sono di certo vie di salvezza per coloro che le praticano.

Mons. Bux ha confermato più volte la sua totale fiducia nel fatto che papa Benedetto XVI, nella modalità con la quale dirigerà l'organizzazione di tale giornata, darà dei segnali chiari sulla sua vicinanza all'uomo religioso e sulla fiducia che esso possa collaborare per raggiungere degli obiettivi per una convivenza civile, ma nel contempo della sua distanza da ogni confusione sincretista o da atti cultuali che siano contrari al primo Comandamento.

 
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