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Ritanna Armeni: un guizzo di onestą
Di Francesco Agnoli - 28/09/2011 - Attualitą - 1317 visite - 0 commenti

 

Da tempo la sinistra e la grande stampa attaccano la Chiesa per un motivo: non parlerebbe abbastanza contro Berlusconi. Parla troppo, o parla troppo poco; ingerisce in politica o non ingerisce abbastanza. Viene in mente la canzone: “sei bello, ti tirano le pietre; non sei bello, ti tirano le pietre”. Ha cominciato Barbara Spinelli sulla Stampa, invocando la scomunica e la saggezza dei dieci comandamenti e quant’altro. La scomunica non è più roba del medioevo. I dieci comandamenti, per lei, si ridurrebbero al Non compiere atti impuri. Tutti gli altri, invece, non le sono mai interessati (per esempio il V). Ma anche questo comandamento, a ben vedere, va circoscritto: agli atti impuri del premier.

 

Sul Corriere, primo quotidiano italiano, sempre meno serio e sempre più partigiano, invece un tizio di cui non ricordo il nome ha spiegato che in verità la Chiesa non attacca Berlusconi perché è contenta della deriva morale in cui versano le istituzioni. Ci gode. Perché? Perché così rimane l’unica Istituzione sana, e può accreditarsi meglio! Se fossimo in un paese islamico, il pennivendolo di cui sopra sarebbe già stato preso quantomeno a sberle dal primo fedele che passa… Da noi, invece, l’ingiuria è lecita e pagata. Sempre sul Corriere, il mese scorso, Beppe Severgnini aveva lanciato la trovata: facciamo pagare alla Chiesa l’ici, così risolveremo un po’ di problemi. Nulla sul fatto che il Corriere, la cui funzione pubblica è tutta da dimostrare, che è, in più, nelle mai del gotha del capitalismo italiano, riceve fondi, e non pochi, dallo Stato (come molti altri giornali, del resto).

Alla fine Bagnasco ha parlato, e non certo la prima volta. E’ stato tutto un applauso, ovviamente strumentale.

Solo Ritanna Armeni, l’ex consulente di Bertinotti, sul Foglio di oggi, ha voluto difendere minimamente la sua coerenza. Ha voluto scostarsi dall’ipocrisia imperante. Guardate, ha scritto, che quando Bagnasco parla di buoni costumi, di “comportamenti licenziosi e relazioni improprie” e voi lo applaudite, dimenticate che è lo stesso concetto cheè stato usato, e che verrà usato dalla Chiesa per condannare matrimoni gay, divorzio, aborto, fiv…cioè tutto ciò per cui molti di coloro che ora lo applaudono hanno sempre combattuto: “Il costume per la Chiesa si sarebbe deteriorato anche con il divorzio, do you remember? Per non parlare della legge sull’abortoMa vi prego non condanniamo i comportamenti licenziosi noi che siamo stati per i sentimenti liberi, contro l’ipocrisia dei matrimoni, contro le convenzioni del cosiddetto amore borghese. Oppure non lo siamo più?”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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