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La Maraini tifa per incesto e poligamia...il diritto naturale non esiste...per˛ anche gli animali sono ermafroditi...
Di Francesco Agnoli - 22/04/2007 - Bioetica - 3619 visite - 0 commenti
Di questi tempi il dibattito sulla famiglia naturale e sul diritto partorisce veramente tutto e il suo contrario. Da una parte coloro che riconoscono nella famiglia formata da padre, madre ed eventuali figli l'unica istituzione familiare vera e naturale, dall'altra coloro che si oppongono a questa visione, considerandola assurda e non vera, in modo però contraddittorio e confuso. Mi spiego. Per Dacia Maraini, opinionista del Corriere della Sera, per esempio, la famiglia naturale semplicemente non esiste: "Cosa c'è di naturale nell'educazione? Nei libri? Nelle scuole? Nella scienza? E perfino nella monogamia? L'uomo per natura è poligamo, come lo sono la maggioranza degli animali. Anche le donne per natura sono probabilmente molto più poliandriche di quanto si pensi". L'incesto? E' stato vietato dalla "famiglia artificiale", perché in realtà esiste in natura: "presente in tutte le specie, anche nell'uomo" (Corriere della sera, 27/3/2007). Di fronte ad affermazioni simili ci sono due cose da notare: anzitutto che la natura umana non può essere così facilmente confusa con quella animale, come fanno in molti, di questi tempi. Per l'animale studiare sui libri è contro natura, per l'uomo, che è animale spirituale, no. L'animale non punterà mai il cannocchiale al cielo: l'uomo lo fa seguendo esattamente la sua natura, che è fatta anche di desiderio di conoscenza, di sapere, di ricerca… In secondo luogo c'è da notare anche questo: chi, come la Maraini, si oppone al concetto di diritto naturale, e quindi anche a quello di famiglia naturale contrapposta a "famiglia contro natura", prima nega che esista un criterio oggettivo, la natura, per giudicare le cose, poi fa ricorso, puntualmente alla natura stessa. Come la Maraini quando dice che l'incesto è naturale per l'uomo, perché lo è per alcuni animali. E' un equivoco costante, quest'ultimo: Galimberti, Zagrebelsky, e tanti altri filosofi, giuristi, opinionisti dei nostri giorni spiegano di continuo "le false risposte del diritto naturale" (Repubblica, 4/4/2007), sostenendo che non vi è nulla di oggettivo, nulla che corrisponda più o meno alla natura, spirituale, dell'uomo. Per loro monogamia, incesto, matrimonio tra consanguinei, poligamia, e ratto delle Sabine, uguali sono, hanno la stessa validità, la stessa bontà. L'uomo dovrebbe giudicare quindi esclusivamente in base a leggi positive: oggi è "abitudine" sposarsi tra un uomo e una donna, domani magari non lo sarà più, e la legge sancirà una "abitudine" diversa. Ma mentre questi pensatori propongono tale visione, negando l'evidenza (anche l'unione tra ovulo e spermatozoo, la singamia, è una monogamia!), altri compagni di strada, anch'essi in lotta contro la "famiglia naturale", sostengono la posizione esattamente contraria: in natura gli animali sono poligami, hanno rapporti promiscui, alcuni sono ermafroditi…e perché l'uomo non dovrebbe fare altrettanto? Se non lo fa è "contro natura"….Qualche esempio. Piero Angela, nel suo "La scienza dell'amore" (Mondadori) si sofferma sulle scimmie bonobo, "i primati più vicini all'uomo dal punto di vista biologico", da cui è particolarmente attratto per il fatto che non sono né monogami, né poligami, ma amano "la promiscuità". "La copulazione continua di tutti con tutti", infatti, "disinnesca l'aggressività per la conquista e l'esclusiva della femmina…". Gli uomini, invece, fa capire Angela, sono, purtroppo, per lo più, gelosi, aggressivi, possessivi, anche se per fortuna "all'interno di questo modello generale esistono però numerose varianti che rendono possibile la coabitazione di poligamia e monogamia e riassumono in un certo senso tanti modelli che esistono in natura (e perciò buoni anche per l'uomo, ndr). Nelle società umane infatti ci sono gli harem e ci sono le coppie unite per la vita, ci sono uomini che hanno più famiglie in varie città e coppie che sono monogame solo per pochi anni, poi si separano e si uniscono con altri partner generando altri figli…". Tutte le soluzioni, insomma, sono equivalenti, perché "naturali", in quanto presenti nella natura (animale): di qui ai Dico, alla poligamia, alle nuove "famiglie" omosessuali, il passo è breve. Analogamente escono di continuo articoli di questo tenore: "Figli? Le femmine del Varano fanno da sé" (L'Unità, 6/3/2007); "Gay portatori de fecondità" (Il Riformista, 7/3/2007). Nel primo, un vero classico dei tempi attuali, si racconta che "mentre noi ci dividiamo sui pacs-dico, nel mondo animale gli orizzonti sono molto più ampi della semplice convivenza…alla femmina del Varano di Komodo, infatti, non serve il maschio per dare alla luce i suoi piccoli…". La conclusione è ovvia: se gli animali lo fanno, in natura, perché l'uomo non potrebbe fare altrettanto, permettendo la fecondazione artificiale, o la clonazione ai singles? Nel secondo articolo si spiega in fondo che l'omosessualità è naturale, genetica, e che anzi, "secondo la biologia evoluzionista i gay potrebbero avere una marcia in più e sarebbe ora di rendergliene pubblicamente merito. Se non avessero delle doti nascoste, infatti, i geni che predispongono all'amore omosex sarebbero stati spazzati via dalla selezione naturale da un bel pezzo". Ma come? diciamo noi: per Darwin se l'omosessualità fosse genetica, gli omosessuali dovrebbe non aumentare di continuo, ma sparire in breve tempo, non essendo in grado di riprodursi. Come fanno biologi evoluzionisti ad affermare l'esatto contrario? Eppure lo fanno…Sentiamo: "Camperio Ciani ha scoperto che le donne imparentate con gay spesso hanno abbondante prole e questo compenserebbe il basso numero di figli di quest'ultimi…un gay può aiutare la diffusione dei propri geni sostenendo e accudendo i propri familiari etero, che condividono con lui almeno parte del genoma. I gay insomma presterebbero una sorta di assistenza sociale a vantaggio della famiglia tradizionale"! Che dire: che pur di spacciare per naturale ciò che non lo è, si inventa di tutto. A tutte queste argomentazioni, comprese quelle di chi dice che ci sono animali poligami, ermafroditi, single ecc, e che noi dovremmo imparare da loro, occorre rispondere in modo molto semplice e immediato: la natura umana è diversa dalla natura animale. Tanto è vero che gli animali monogami saranno sempre monogami e quelli ermafroditi saranno sempre ermafroditi: ubbidiranno sempre alla loro natura, perché non sono liberi, e quindi non possono scegliere, e non possono neppure sbagliare. L'uomo invece può fare quello che vuole, è l'unica creatura che può andare contro la sua stessa natura, l'unica che può addirittura suicidarsi, cambiare sesso, utilizzare la fecondazione artificiale…perché è libero di scegliere, e di sbagliare. Ciò non toglie che vi siano comportamenti che sono consoni alla sua natura e altri che invece non lo sono. Per concludere si può brevemente ricordare come la polemica di oggi sia in fondo la stessa di ieri, e cioè dell'epoca illuminista e post illuminista. Già Diderot nel suo "Supplément", per contrastare la morale tradizionale e la famiglia monogamica, spiegava che a Tahiti, tra i selvaggi, naturalmente buoni, non vigevano le stesse norme europee, cristiane, frutto di pregiudizi, di abitudini, di dogmi assurdi. I selvaggi, scriveva Diderot, mentendo clamorosamente, vivono in modo più naturale, più libero: praticano tranquillamente l'incesto, l'adulterio, le unioni libere e continue, ed arrivano sino ad offrire le loro donne agli stranieri, come segno di ospitalità. Non era assolutamente vero, ma quasi due secoli dopo Margaret Mead, famosa antropologa, avrebbe cercato di ripetere il giochetto, sempre al fine di dimostrare la non naturalità del diritto naturale, come inteso dai cristiani. La Mead sostenne, a lungo creduta, che nelle isole Samoa le "buone selvagge" erano già dedite, a tredici anni, con gioia, al sesso libero, senza sensi di colpa, gelosie, rimorsi. In realtà si scoprì poi che i samoani sono molto gelosi, vivono in strutture familiari autoritarie, ed hanno il culto della verginità. Ma, come scrisse l'antropologo Washburn: "Il libro della Mead diceva quel che volevamo sentirci dire. Anche se conteneva errori ha segnato un'epoca". Anche oggi in molti vogliono sentirsi dire che tutto è lecito, che bene e male non esistono: per questo riescono ad inventare i sofismi e i cavilli più assurdi….
 
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