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Controllo delle nascite: vi prego, qualcuno avverta Giovanni Sartori!
Di Enzo Pennetta - 15/08/2011 - Controllo demografico - 1578 visite - 0 commenti




È per colpa della Chiesa cattolica” afferma Giovanni Sartori sul Corriere della Sera: “che si ostina – pressoché sola tra tutte le religioni – a proibire i contraccettivi e a demonizzare il controllo delle nascite.” Negli ultimi anni il politologo Giovanni Sartori ha scelto il mese di Agosto per scrivere i suoi allarmanti editoriali sul Corriere della Sera (vedi 15 agosto 2008, 2009, 2010), e anche quest’anno non si è lasciato sfuggire l’occasione pubblicando un articolo intitolato Quando saremo dieci miliardi.

Speravamo che, giunto al quarto anno consecutivo, qualcuno l’avesse finalmente avvertito che la fame nel mondo non è dovuta alla sovrappopolazione, che l’accesso ai generi alimentari dei paesi poveri è stato negato dall’artificiale lievitazione dei prezzi causata dalla speculazione finanziaria. (Come già detto nell’articolo “Fame nel mondo: caro Sartori, scrivi sovrappopolazione ma si legge speculazione”) Sartori, e tutta un’altra serie di personaggi che vanno da Marco Pannella a Richard Dawkins, sostengono da tempo che la popolazione umana sia soggetta ad un’espansione esponenziale che la porterà ad un epilogo rovinoso. Si parla di “bomba demografica” di “crescita cancerosa”, insistendo sulla necessità di una riduzione delle nascite da perseguire con tutti i mezzi, non escluso l’aborto. Si tratta di una vecchia idea proposta nel 1798 da Thomas Robert Malthus (e utilizzata da Darwin per teorizzare l’evoluzione per selezione naturale) e da allora regolarmente smentita, ma altrettanto regolarmente riproposta, basti pensare al Club di Roma che dall’inizio degli anni ’70 profetizza catastrofici crolli socioeconomici a causa della “sovrappopolazione”.

Ma perché un quotidiano come il Corriere della Sera offre questo spazio fisso, il 15 di agosto, a Sartori? Qualcuno provveda ad avvertirlo che la “bomba demografica” è ormai ampiamente da relegare tra le false teorie, che i maggiori studiosi del settore son addirittura preoccupati per i rischi di una contrazione demografica! Da una fonte d’ispirazione certamente non cattolica come la rivista “Aspenia” edita da il Sole 24 ore ed organo dell’Aspen Institute Italia, nel numero del marzo 2009, apprendiamo che la natalità decresce spontaneamente quando le condizioni economiche migliorano e che le condizioni migliorano solo quando la popolazione cresce oltre una certa soglia (quindi le politiche di controllo delle nascite non solo sono inutili, ma anche dannose per lo sviluppo dei paesi poveri!) Tra i numerosi interventi sull’incombente crisi da calo demografico possiamo citare Carlo Jean (docente di Studi stategici presso la LUISS di Roma):
La demografia costituisce forse il principale “tallone d’Achille della Nato… Gli scenari dipendono sia dall’invecchiamento della popolazione, mai conosciuto in maniera analoga nella storia…


Quello di Adair Turner, ex professore alla London School of Economics (notoriamente non cattolica!):
La crescita economica comprime la crescita demografica che tende ad avvicinarsi allo zero.

Capisce Prof. Sartori?! Se si vuole stabilizzare la popolazione del terzo mondo non si devono limitare le nascite ma promuovere lo sviluppo economico e sociale (vuoi vedere che questi oscurantisti di cattolici fanno la cosa giusta?!)

E poi, sempre da Adair Turner:
è la forbice che rende insostenibili i sistemi sociali europei…
e di questo che ne dice? Se non si potranno pagare le pensioni la colpa è del calo demografico che lei caldeggia tanto.

E ancora le parole di Michel Godet, componente del Conseil d’analyse economique:
Senza figli non c’è sviluppo sostenibile. Il Libro verde del 1985 descriveva un’Europa senza culla e niente crescita.

Come minimo è dunque dal 1985 che l’ipotesi della bomba demografica è stata smentita, perché lei si ostina a lanciare allarmi, inoltre, mi permetta, scegliendo ferragosto come data, tanto per opprimere sadicamente la gente anche quando vorrebbe rilassarsi un po’?

Comunque, se proprio non riuscirà a reperire il numero di Aspenia che le ho segnato, le consiglio la lettura di un bel libro edito di recente dalla Rubbettino: Goodbye Malthus, di Alessandro Rosina e Maria Letizia Tanturri. Le riporto solo un paio di citazioni:

«LA BOMBA DEMOGRAFICA NON È ESPLOSA ed è in via di disinnesco…»
pag. 107

e ancora:
«Il mondo industrializzato è in riserva di giovani…»
pag. 114

È dunque ora di smettere di preoccuparsi per la “bomba demografica”, ormai “in via di disinnesco”, e iniziare a gestire l’invecchiamento della popolazione.

 Se lo legga questo libro, e lasci tranquilli i lettori del Corriere, almeno il 15 di agosto!

Fonte: Critica scientifica - di Enzo Pennetta



 
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