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Vasco Rossi si racconta
Di Giulia Tanel - 07/08/2011 - Attualitą - 923 visite - 0 commenti

Vasco Rossi è un’icona della musica italiana, poco da fare. Tutti, almeno una volta, abbiamo canticchiato una delle sue 150 canzoni: in macchina, con gli amici e una chitarra attorno ad un fuoco, sotto la doccia…
Il famosissimo rocker, però, oltre che per le sue canzoni si è sempre distinto anche per il suo comportamento “estremo”. In molti ricorderanno come, in particolare negli anni Ottanta, Vasco si fosse contraddistinto negativamente per l’uso di droghe, sigarette e per il suo comportamento disinibito con le donne… In quel periodo la stampa lo aveva criticato molto: ma perché nessuno gli ha mai chiesto di spiegare il perché dei suo atti? Una persona famosa, ricca, realizzata professionalmente che bisogno ha di “buttarsi via”?
La risposta, per chi ha il dono della fede, è facile: la felicità non si può comprare e forse Vasco – che di sensibilità ne ha molta, a giudicare da alcuni testi delle sue canzoni – soffre più di altri la mancanza di un Padre, di Qualcuno che dia un senso al suo vivere.

E’ di un paio di giorni fa la dichiarazione – affidata ad una pagina di Facebook – con cui Vasco ha rivelato ai suoi fan di fare uso di antidepressivi.
Ecco cosa ha scritto il rocker: «Assumo (da tempo) un cocktail di antidepressivi, psicofarmaci, ansiolitici, vitamine e altro, studiato da una equipe di medici, che mi mantiene in questo “equilibrio” accettabile. […] Se sono vivo lo devo a loro e a tutta questa valanga di chimica che assumo. NON avrei superato tutte le consapevolezze, le sofferenze e la profonda depressione nella quale ero sprofondato nel 2001. Ho passato un lungo periodo di tempo in cui ogni cosa mi sembrava lì per ricordarmi come la vedevo diversa, prima. Come mi risultava fastidiosa adesso mentre la trovavo normale e soddisfacente. E quella continua sensazione di groppo in gola, di sconsolata tristezza. Un velo opaco, grigio, su ogni cosa. Essere di cattivo umore sempre, dalla mattina alla sera, dalla sera alla mattina. Ogni giorno, ogni momento. Per settimane… mesi. Sempre. Non avrei nemmeno salutato».

Adesso Vasco afferma di aver superato la crisi, di stare bene. Ma nascondere i propri problemi, annientandoli con delle medicine, è da considerarsi una guarigione?
Sinceramente ci sembra solo un modo – magari utile in un primo momento – di non andare alla radice delle cose. Capire perché non si è felici e come fare ad esserlo, questa è la vera sfida.

 
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