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Dati inclementi dell'Istat
Di Rassegna Stampa - 03/08/2011 - Attualità - 647 visite - 0 commenti
La disoccupazione non accenna a calare, anzi. In Italia, secondo l’Istat, il tasso di disoccupazione è stabile al 8,7%, ma a preoccupare è l’aumento della disoccupazione giovanile, che sale al 28,9%, un livello record. Il dato registrato a giugno è il più basso dall'inizio dell'anno ma resta superiore a quello del giugno 2010, pari al 27,5%. Nei mesi di luglio e agosto del 2010, invece, la percentuale si era attestata attorno al 26,8%. E la questione generazionale italiana diventa emergenza nel Mezzogiorno, dove 2 under 34 su 3 sono senza occupazione e il 30% dei laureati non lavora né studia, secondo il rapporto Svimez sull'economia del Mezzogiorno.

Nel 2010 il tasso di occupazione giovanile (15-34 anni) è sceso al 31,7% rispetto al 33,3 dell'anno precedente, segnando un divario di 25 punti con il Nord (56,5%). Al Sud una persona su quattro è senza impiego. Problematica in particolare la situazione dei cosiddetti Neet (chi non studia, né lavora), in costante aumento, compresi quelli con alto livello di istruzione. Sono quasi un terzo dei diplomati, e oltre il 30% dei laureati meridionali, con situazioni particolarmente critiche in Basilicata e Calabria. In sette anni, al Sud, i Neet sono aumentati di oltre 750.000 unità.

Da Tempi.it
 
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