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Pisapia e De Magistris: è questo il cambiamento che vogliamo?
Di Lorenzo Schoepflin - 05/06/2011 - Politica - 972 visite - 0 commenti
Molti vedono nell'avvento di Pisapia a Milano e di De Magistris a Napoli un segno del cambiamento. Non so se si tratti davvero di questo, ma se anche lo fosse la direzione lascia molto perplessi: unioni civili (coppie gay), registro del testamento biologico (alias eutanasia passiva) sono solo alcune delle idee che bollono in pentola. Ecco cosa pensano alcuni componenti dei consigli comunali che si insedieranno (da Avvenire del 2 giugno 2011) Alcuni dei nuovi governi cittadini emersi dal recente voto amministrativo annoverano tra le loro file personaggi che in campagna elettorale non hanno nascosto la loro ben precisa idea di «libertà» e «laicità». A Torino, nella lista del Pd, è stato eletto il ginecologo radicale Silvio Viale, che sulle battaglie su pillola del giorno dopo, Ru486 e testamento biologico ha basato una pluriennale attività politica. Nel 2001 Viale, oggi presidente dei Radicali italiani, si candidò alla carica di primo cittadino del capoluogo piemontese: «pillole in libertà» il suo slogan. Negli anni successivi Viale, deus ex machina dell’introduzione in Italia della Ru486, da lui sperimentata all’Ospedale Sant’Anna di Torino, è salito alla ribalta per numerose azioni dimostrative: dalla distribuzione di ricette per la pillola del giorno dopo all’uscita delle scuole fino alla «lezione di eutanasia» al Liceo torinese Einstein. «L’obiettivo è rendere la contraccezione di emergenza (in realtà dai provati effetti abortivi, ndr.) disponibile a tutte le donne senza essere costrette a un’affannosa rincorsa della prescrizione», affermò Viale sulla pillola del giorno dopo. Al Liceo Einstein fu invece proiettato un video svizzero che documentava la morte procurata di una malata terminale. Viale è membro di Exit Italia e in piena campagna elettorale ha depositato il proprio testamento biologico al Comune di Torino, specificando di non voler essere sottoposto a alimentazione e idratazione «in caso di malattia o lesione traumatica cerebrale invalidante e irreversibile». A Milano Marco Cappato, radicale di lungo corso e segretario dell’Associazione Luca Coscioni, siederà in Consiglio comunale per la Lista Bonino-Pannella. Cappato ha ripetutamente affermato che l’impegno primario dei Radicali è per una legge voluta dalla «maggioranza degli italiani», quella per la legalizzazione dell’eutanasia. «Puntiamo a moltiplicare il numero dei Comuni che si mettono al servizio del diritto dei cittadini all’autodeterminazione» ha dichiarato l’anno scorso Cappato, dopo che Torino si era munita del registro dei testamenti biologici. Ma nel capoluogo lombardo Cappato non è il solo a rappresentare la cultura dei "nuovi diritti". Marilisa D’Amico, ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Milano ed eletta per il Pd, da sempre è in prima fila per le battaglie su fecondazione assistita e aborto, contro la legge 40 e ogni possibile restrizione alla 194. Dichiara infatti di aver fatto «dichiarare incostituzionale uno dei limiti irragionevoli della legge 40» e ottenuto «l’annullamento delle linee guida della Regione Lombardia che volevano modificare la legge 194», abbassando i limiti gestazionali oltre i quali diviene impossibile abortire. La D’Amico faceva parte del gruppo di lavoro «La città dei diritti», impegnato per sostenere Pisapia, che ha prodotto un documento in cui tra i punti essenziali figurano l’istituzione del registro delle «dichiarazioni di ultima volontà» per coloro che vogliono scegliere da soli «come terminare la propria vita con dignità» e quello delle unioni civili per le coppie gay. In Consiglio comunale a Milano siederà anche Anita Sonego, della lista Sinistra per Pisapia, fondatrice di «Soggettività lesbica» e attivista del movimento Lgbt. Proprio al movimento era rivolto l’appello a votare Pisapia contro il centrodestra «omotransfobico». Infine, a Napoli, è lo stesso sindaco eletto, Luigi de Magistris, ad aver reso manifesto il suo pensiero quanto a vita e famiglia. In una recente intervista a L’Espresso, poi parzialmente messa a punto, de Magistris aveva dichiarato il proprio sostegno al biotestamento. Nel programma, inoltre, è prevista l’istituzione del registro delle unioni civili. Nel 2009, a proposito di aborto, l’esponente dell’Idv definì la Ru486 uno «strumento per rendere migliore l’esistenza di una donna». Non rimane dunque che seguire con attenzione l’attività di questi (e altri) neo-eletti.
 
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