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Una lettera sull'UE
Di Rassegna Stampa - 17/05/2011 - Attualitą - 854 visite - 0 commenti

“Uniti nella diversità” : questo è il motto dell’Unione Europea. Vuole significare che gli europei operano unitamente per gli stessi obiettivi e che le diverse culture, tradizioni e lingue presenti ne costituiscono la ricchezza comune.

Forse è sempre stata una utopia e solamente adesso ce ne accorgiamo. Francamente mi sembra che stia accadendo esattamente l’opposto, in questa Europa non c’è unità di intenti, tantomeno capacità di trovare insieme le soluzioni ai tanti problemi. Molti anni sono passati dal 1957 (Trattato di Roma: CEE- EURATOM) e ancora di più dal 1951 (Trattato di Parigi: CECA), allora le basi della futura cooperazione erano state gettate sul terreno commerciale nella convinzione che le necessità energetiche comuni agissero da collante. Nel 1978 nacque l’ ECU (l’unità di conto europea) che diede vita l’anno successivo al Sistema Monetario Europeo con lo scopo di stabilizzare le allora dodici monete circolanti; questa unità di conto virtuale fu utilizzata nelle transazioni internazionali fino alla fine del 1998, nel 1999 venne creato l’euro la cui circolazione effettiva iniziò il 1/1/2002.

Analogamente agli anni ’50 anche questa volta le basi dell’Unione furono poste sul terreno commerciale nella convinzione che una moneta comune avrebbe favorito non solamente gli scambi ma anche comuni sentimenti politici. Dai primi passi dei Fondatori al recente ingresso della Estonia la visione della Unione Europea è stata viziata da una mancanza sostanziale di ideali condivisi.

Siamo innegabilmente diversi, come recita il motto, ma altrettanto innegabilmente siamo rimasti disuniti. Tutto questo lo ricordo, l’ho studiato, l’ho insegnato, tutto questo l’ho vissuto.Personalmente sono sempre stato euro scettico, potete chiederlo a chi mi conosce.Ho sempre visto l’unificazione europea come qualcosa di artificiale.

 Mi appare ancora oggi una Chimera intenta a spadroneggiare e a seminare diffidenze e timori sull’intero continente, mentre molti popoli europei sembrano attendere il loro Bellerofonte.Chimera detta leggi, regole, comportamenti, assume decisioni, commina sanzioni, esprime giudizi.Chimera ci dice cosa e quanto produrre, a chi possiamo vendere e a quale prezzo (non vi vengono in mente i famosi piani quinquennali della ex-URSS ?).Chimera ci dice cosa comprare e da chi.Chimera vigila su di noi e ci regola la vita.In cambio di cosa ?

Di una stabilità monetaria ? Personalmente mi trovavo bene anche con la vecchia Lira e lo stipendio era sufficiente a mantenere tutta la famiglia prima che l’introduzione della nuova moneta dimezzasse il mio potere d’acquisto nel giro di pochi mesi.

Di una libera circolazione ? Anche prima ero libero di varcare la frontiera e il fatto che ci fossero dei controlli mi dava una certa sicurezza al contrario di oggi; anche prima si potevano acquistare beni e servizi non italiani e il fatto che costassero di più era una garanzia per la nostra occupazione.Di un maggior benessere ? Non mi sembra !Di un maggior peso politico ? Ma non fatemi ridere !Di una garanzia di Pace ? Ma per favore ! Eppure Chimera pretende di essere ascoltata, ubbidita, riverita, pretende addirittura diessere amata.Si dimentica però che per riunire i popoli sotto un’unica bandiera nonbastano le leggi né bastano i soldi né la forza delle armi.Serve un’idea, una passione, un ideale.Serve una Fede … che non c’è.

Bellerofonte dove sei ? Non vorrei che Chimera finisse per impormi anche il numero ottimale di strappi di carta igienica a seduta, non lo sopporterei proprio. Dario Donatini al Trentino

 
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