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La fine del mondo? No, del buon senso
Di Giuliano Guzzo - 11/05/2011 - Attualitą - 1082 visite - 0 commenti

Oggi è la fine del mondo. Una delle tante, s’intende: dal settembre del 1186, quando l’astrologo Giovanni di Toledo calcolò un inquietante allineamento di pianeti, al 2000, quando il fantomatico Millennium Bug avrebbe dovuto paralizzare il pianeta, sono state difatti molte le profezie apocalittiche. Tutte bufale, ovviamente, altrimenti non saremmo qui ad aspettare l’ennesima fine del mondo. Che speriamo non arrivi, non foss’altro per i grandi eventi futuri che potremmo perderci. Se il mondo finisse oggi, infatti, non sapremo mai se l’Italia, a giugno, avrebbe o meno confermato la propria decennale antipatia per il nucleare; se Berlusconi ha sul serio sfruttato la minorenne Ruby oppure sono stati i pm a sfruttare l’amicizia tra i due per un processo politico; se Bruno Vespa, come si mormora, aveva già pronto in studio un enorme mappamondo per commentare in diretta notturna l’apocalisse; se a sinistra stavano per trovare finalmente un leader oppure era un leader, dall’esterno, che stava per trovare la sinistra italiana e rianimarla; se Harry amava Pippa già prima del matrimonio di William oppure è stato un regalo di nozze del fratello; se Bin Laden è stato ucciso dai marines oppure è morto dalle risate, pensando a tutto il tempo che hanno impiegato per scovarlo. Di quante domande non sapremo mai la risposta, se il mondo finisse oggi! E non pensate di cavarvela, che se oggi non accade nulla, c’è già pronta un’altra data per la fine del mondo: il 21 maggio, tra dieci giorni. Perché il mondo, è vero, deve ancora finire, ma il buon senso, quello, ha fatto le valigie da un pezzo.

 
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