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Massimo dubbio
Di Giuliano Guzzo - 28/04/2011 - Attualitą - 854 visite - 0 commenti

Il grave non è che Massimo Ciancimino possa essere poco credibile oppure addirittura un falsario – ipotesi, ha ragione Travaglio, tutta da provare. Quel che è assurdo è che ci sia gente che di questa ipotesi si accorge soltanto ora. E a farlo notare, si badi, sono gli stessi magistrati. Sergio Lari, ad esempio, si stupisce che alcuni magistrati palermitani abbiano intuito adesso quello che era già evidente: «Un anno fa, quando dicevamo certe cose su Ciancimino, i colleghi di Palermo erano su posizioni diametralmente opposte».  Nota bene: Lari è un magistrato, e non uno qualsiasi: procuratore capo di Caltanissetta e allievo di Antonino Caponnetto, tra le mani ha la più scottante indagine italiana: il dossier sulle stragi del ’92.

Eppure lui, su Ciancimino, ha fortissimi dubbi. E come lui ne hanno avuti, pochi mesi fa, i giudici della Seconda sezione penale della Corte d'appello di Palermo, che, nell'ordinanza con la quale (per la seconda volta in pochi mesi) lo respinsero come testimone al processo Dell’Utri, scrissero: «Le uniche informazioni che egli ha fornito non provengono mai da conoscenza e contatti diretti, bensì da quanto egli afferma di aver appreso dal genitore Ciancimino Vito [...] non sono correlate neppure ad una diretta conoscenza da parte di quest'ultimo dell'odierno imputato (Marcello Dell'Utri), risultando dunque notizie di secondo grado pervenute a Ciancimino Vito da terzi e poi da queste riferite al figlio spesso a distanza di molti anni».

Tutto ciò ha portato i giudici palermitani a sottolineare come le dichiarazioni di Massimo Ciancimino risultino quindi «connotate da incontestabile progressione e talora da una irrisolta contraddittorietà» in quanto mere «supposizioni». Meglio ribadirlo: né Lari né i giudici che noi hanno nuovamente condannato Dell’Utri risultano essere tesserati del Pdl. Sono solo persone che fanno il loro lavoro. Proprio come Sergio De Caprio, alias Ultimo, il leggendario carabiniere che arrestò Riina, il quale, già tre anni fa, definiva le parole di Ciancimino – che Santoro ha invitato più volte ad Annozero nelle vesti di oracolo - come «l'ennesima aggressione di stampo mafioso» ed ha aggiunto che «la cosa più grave è che ci sia qualcuno all'interno delle istituzioni che legittima questo servo di Riina. Significa che i servi di Riina sono anche all'interno delle istituzioni» (Panorama, 19/11/09, p.29). Delle due l’una: o Ultimo, Lari e i giudici che hanno condannato Dell’Utri sono persone che di mafia e crimine non capiscono nulla, oppure Massimo Ciancimino è sul serio un tipo strano.

 
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