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Vittime...di chi?
Di Francesco Mario Agnoli - 11/04/2011 - Attualitą - 1040 visite - 0 commenti

Il Mediterraneo, il più antico mare della storia e della civiltà, non è certo nuovo alle stragi. Se si mettessero insieme, accumulandoli sulle spiagge che lo circondano, tutti i cadaveri di quanti nel corso della storia hanno trovato la morte nelle sue acque si otterrebbe una fila di centinaia di piramidi tutte più alte di quella di Cheope.

Tuttavia, pur se si tratta, quantitativamente parlando, di minima cosa, almeno per noi contemporanei, che ne siamo direttamente spettatori riesce particolarmente pietoso il destino dei duecentocinquanta fuggiaschi dalla Libia, che l'altra notte, a causa del forte moto ondoso e del conseguente rovesciamento di un barcone sovraccarico, sono scomparsi, sommerse dai suoi flutti.

Gli infelici ospiti di questo disgraziato barcone non vanno confusi con la marea di uomini e di giovani, che dopo avere rovesciato il regime oppressivo di Ben Ali e, quindi, conquistato la liberà e la democrazia (così almeno ci viene autorevolmente assicurato da tutti i pulpiti politici e mediatici) all'improvviso vogliono lasciare la neo-democratica Tunisia per l'Italia.

Su quel barcone si trovavano autentici profughi, moltissimi originari dell'Africa nera, che da un tempo più o meno lungo risiedevano in Libia, dove avevano trovato un lavoro e l'opportunità di un'esistenza certo non agiata, ma nemmeno miserrima. Su queste opportunità sono piombate, da poco meno di un mesetto, in qua le democratiche bombe “occidentali” della “grandeur française”, del colonialismo britannico e del violento democratismo americano.

Se queste bombe e questa coalizione di potenze riusciranno a cacciare da Tripoli Gheddafi è ancora da vedere (il colonnello sembra intenzionato a resistere e per il monumento vi riesce con una certa efficacia), ma certamente hanno avuto pieno successo nel mandare all'aria il poco che questi infelici erano riusciti con il loro lavoro a costruire per sé e per i figli.

 Poi ci si è messo il mare e duecentocinquanta di quei fuggiaschi, costretti a rinunciare a quello che gli occidentali giudicherebbero poco meno di miseria nera, ma che ai loro occhi era un modesto benessere, sono stati privati anche della vita. Nel corso della discussione parlamentare sulle conseguenze del fenomeno immigratorio il deputato dell'Idv Zazzera ha esposto un cartello con la scritta a caratteri cubitali “Maroni assassino”.

Chiaro l'intento di attribuire al Ministro dell'interno la responsabilità di quei morti. Evidentemente il geniale “onorevole” (ma dove li pesca Di Pietro i suoi parlamentari?) non ha capito nulla o soltanto che non bisogna perdere occasione per prendersela con il governo e i suoi rappresentanti. La realtà è ben diversa e se una colpa del governo c'è è quella di non avere avuto la forza di prendere le distanze (come invece la Germania) dall'attacco alla Libia, ma purtroppo le “zazzere” non si trovano solo nelle fila dell'opposizione, vero on. La Russa?

D'accordo. Ad infliggere il colpo finale sono stati i cavalloni del Mediterraneo e i trafficanti di carne umana, che hanno sovraccaricato all'inverosimile il barcone e l'hanno fatto partire incuranti delle stato del mare. Ma se si risale la catena degli eventi fino alla causa prima, si scopre di essere in presenza di “effetti collaterali”, esattamente come se quegli uomini, quelle donne, quei bambini fossero stati centrati da una pacifica bomba della Trilaterale Sarkozy-Cameron-Obama o della Nato. Insomma di vittime della guerra umanitaria.

 
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