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Pedofilia "variante naturale della sessualitą umana"?
Di Roberto Marchesini - 11/04/2011 - Attualitą - 2631 visite - 0 commenti

Andrà a finire così: che l'OMS dichiarerà che la pedofilia è una “variante naturale della sessualità umana”, che il ministero per le pari opportunità farà delle campagne per combattere la “pedofobia” e che nei corsi di educazione sessuale si insegneranno le tecniche con le quali i bambini possono soddisfare sessualmente degli adulti. In Canada alcuni parlamentari hanno proposto di modificare le leggi contro la pedofilia. Al fine di fornire un punto di vista scientifico sulla questione, il 14 febbraio scorso sono stati auditi il dottor Vernon Quinsey, professore emerito di psicologia presso la Queen's University e il dottor Hubert Van Gijseghem, ex professore di psicologia presso l'Università di Montreal. Il dottor Van Gijseghem ha sostenuto che “la pedofilia è un orientamento sessuale” paragonabile all'eterosessualità e all'omosessualità. Di per sé, non c'è nulla di sconvolgente in questa affermazione; tuttavia, da qualche anno, abbiamo orientamenti sessuali che sono “perversioni” (come il feticismo, la zoofilia, la coprofilia, la necrofilia...) e orientamenti sessuali che “varianti naturali della sessualità umana”.

Quando un orientamento sessuale passa dalla prima alla seconda categoria, deve essere immediatamente accettato con tutte le sue conseguenze. Infatti il dottor Van Gijseghem ha aggiunto che non è possibile modificare questo orientamento e il solo tentativo è una pazzia, come il tentativo di cambiare qualunque altro orientamento sessuale. Il parallelismo con l'omosessualità è evidente, e infatti è colto da uno dei parlamentari, l'onorevole Lemay, che ha commentato: “Ricordo un periodo, non troppo tempo fa, quando l'omosessualità era considerata una malattia. È ormai accettato, la società ha accettato, e anche se alcuni si rifiutano di riconoscerlo, è accettato. Tuttavia, non posso immaginare che la pedofilia sia accettata nel 2011”. In altre parole, è solo questione di tempo: prima o poi la società sarà pronta (abbastanza matura? Libera da moralismi di tipo religioso?) ad accettare l'omosessualità come “variante naturale della sessualità umana”.

Del resto, gli argomenti usati per convincere l'opinione pubblica che l'omosessualità sia una “variante naturale della sessualità umana” valgono anche per la pedofilia: la pedofilia era diffusa in società molto diverse e lontane dall'attuale, come quella dell'antica Grecia, “quindi” è naturale; il dottor Kinsey, nei suoi rapporti (Il comportamento sessuale della donna, Bompiani, Milano 1956, pp. 159-160), “spiega” che non c'è nulla di strano in rapporti sessuali tra bambini ed adulti, a parte l'allarmismo ingiustificato da parte di genitori, assistenti sociali e poliziotti che traumatizzano, loro si, non i pedofili, i bambini; infine, nel 1994 anche la pedofilia egosintonica (come l'omosessualità egosintonica nel 1980) è stata tolta dal DSM, il manuale diagnostico dell'American Psychiatric Association. Salvo, poi, essere nuovamente inserita nella successiva edizione a causa delle proteste da parte delle associazioni di genitori. Come ha detto l'onorevole Lemay, la società non è ancora pronta. Il verbale dell'audizione dei due cattedratici è disponibile a questo url:

http://www2.parl.gc.ca/HousePublications/Publication.aspxDocId=4959361&Language=E&Mode=1&Parl=40&Ses=3

 
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