Diventa socio
Sostieni la nostra attivitą Contatti

 

Cerca per parola chiave
 

 

Autori

 

Ci sono 2388 persone collegate

 

\\ Home Page articoli : Articolo
Nel nome del padre
Di Giuliano Guzzo - 19/03/2011 - Attualitą - 719 visite - 0 commenti

Oggi festeggiare il papà ha un che di trasgressivo; sa molto di clandestino, di eversivo, di complotto contro la mentalità dominante, che di questo architrave affettivo non vuol più sentir parlare. Diversi Paesi l’hanno infatti già bandito dai documenti - non più di “padre”, ma di “progenitore A” o “progenitore B” si dovrà parlare, pena la discriminazione, non sia mai, per le “nuove famiglie” – ma anche da noi la figura del padre va purtroppo estinguendosi a colpi di divorzi e ribellioni adolescenziali, rifiuto dell’autorità e monetizzazione degli affetti. Non che alle madri, in questi anni di temperie edonistica, vada molto meglio, ma sono certamente i padri i veri bersagli sociali del nostro tempo.

 E a farne le spese, manco a dirlo, sono loro, i più indifesi: i bambini. Non è un caso che tra i fanciulli provenienti da famiglie senza padre si contino il 63% dei suicidi giovanili (US Dept. of Health & Human Services, Bureau of the Census), il 71% delle adolescenti incinte (US Dept. of Health & Human Services), l’85% dei bambini che mostrano disordini del comportamento (Center for Disease Control), il 75% dei pazienti adolescenti presso i centri per abuso di droghe (Rainbows for all God`s Children) e l’85% della gioventù rinchiusa in prigione (Fulton Co. Georgia jail populations Texas Dept. of Corrections).

Pensiamoci: salvo casi di lutto familiare, la gran parte di questo cataclisma educativo sarebbe stata evitabile. Altro che linci e orsi, se davvero ci sta a cuore la salvaguardia di specie protette, cari amici, pensiamo ai nostri padri e a quello che rappresentano, alle lezioni che hanno saputo impartirci e a quelle lasciate in sospeso, che hanno fatto finire a noi, facendoci crescere. Amando loro e il ricordo di loro difenderemo la nostra identità in opposizione a quel Nulla oggi così trasversale e fecondo. Marcello Veneziani ha scritto: «Marx e Lenin sognavano l’abolizione della famiglia. Avendo vinto i riformisti che pensano di arrivare gradualmente agli stessi risultati, si è preferito il sistema rateale; e la prima rata per l’estinzione della famiglia è la soppressione del padre».

 
Nessun commento trovato.

I commenti sono disabilitati.