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Lettera aperta a Donata Borgonovo Re
Di Libertą e Persona - 15/02/2011 - Attualitą - 2418 visite - 0 commenti

Gentile dottoressa Borgonovo Re, Lei è una persona in gamba, che ha saputo fare, molto bene, il difensore civico. Eletta dalla attuale maggioranza di sinistra, ha coraggiosamente denunciato la “mafia” locale, ben evidente a chi conosca quanto i partiti di potere, in particolare UPT e PD, abbiano le mani sulla città.

Poi con molta saggezza e onestà non ha voluto tesaurizzare la propria popolarità scendendo nell’agone politico. E’ per la stima che abbiamo per Lei che vorremmo farle qualche domanda.

 Lei è stata tra le organizzatrici dell’incontro di domenica, a difesa della dignità delle donne. Il titolo era: “Se non ora, quando?”.

Ad alcuni di noi sembra che ci sarebbe domanda da fare anche alle persone presenti alla manifestazione: “perché non ieri, né l’altro ieri, né mai, ma solo “ora”? Vuoi vedere che “ora” sì e ieri no, perché “ora” c’è, per molti, un fine molto concreto, direi immediato, da raggiungere? Vuoi vedere che c’entra ancora una volta la politica ipocrita?

Cosa è successo di nuovo, “ora”? Berlusconi ha dimostrato una pessima concezione della bellezza femminile? E’ questo che ha svegliato un milione di persone? Non si erano accorti di nulla, prima? L’Italia è un paese in cui la dignità delle donne è minacciata da un unico, malvagio, satanico, personaggio? La moralizzazione della società passa dall’additare un Unico, Grande, Immenso, Mitizzato Nemico da crocifiggere? Veramente il problema è tutto qui?

Perché solo “ora”, dunque? Perché non all’epoca di Cicciolina, la pornostar portata in Parlamento col plauso di Emma Bonino, attuale vice presidente del senato in quota PD? In Parlamento, si badi, non nonostante il suo mestiere, ma proprio in nome di esso. Perché non quando fu fondato il “partito dell’amore” con la pornostar Moana Pozzi? Perché non per contrastare le campagne mediatiche sozze del radicale Toscani o di tanti altri, in tv e altrove? Perché non al tempo, molto recente, di Marrazzo, presidente Pd del Lazio, due mogli, transessuali e cocaina con l’auto blu? O dopo l’affare Delbono, o dopo l’elezione di Vladimir Luxuria, icona della sinistra libertaria?

Perchè non quando i radicali hanno proposto l'utero in affitto, degradazione somma per le donne? O quando altri hanno lottato per i Dico, cioè i matrimoni che si fanno e disfano all'istante? Perchè non contro gli aborti forzati di bambine in Cina e in India? Perchè non contro le iperstimolazioni ovariche per fiv o per gli esperimenti di clonazione, difesi per esempio dall'ex ministro Veronesi, che hanno come vittime, appunto, le donne? Perchè non contro certi metodi di educazione sessuale nelle scuole, persino coi piccoli, in cui ai ragazzi viene insegnata non la nobiltà e l'importanza del rapporto affettivo, ma il modo per evitare gravidanze, per fare sesso "senza incidenti", riducendo l'amore a pura genitalità?

Ma non vogliamo continuare con l’elenco, che potrebbe essere lunghissimo, perché ci sembra più utile puntare sulla onestà di quanti hanno manifestato veramente per la dignità delle donne e non utilizzando strumentalmente e ipocritamente la manifestazione solo a fini politici.

Noi non crediamo allo slogan “il corpo è mio e lo gestisco io”, quando diventa un modo per giustificare ogni immoralità. Siamo sicuri che anche lei ha questa idea della dignità della donna.

Per questo proponiamo a Lei e alle sue amiche, sinceramente, una collaborazione: iniziamo veramente a fare qualcosa di concreto, di non strumentale, per la dignità di donne e di uomini del nostro Trentino? Sarebbe facilissimo cominciare, perchè nella nostra città sono sempre più numerosi i sexy shop, quei luoghi osceni in cui sono in vendita bambole femminili gonfiabili, oggetti sadomaso, mille trappole per identificare l’amore col sesso e le donne con gli oggetti.

Per esempio recentemente 1200 cittadini hanno firmato una petizione contro il nuovo sexy shop del Tridente, con vetrine aperte al pubblico, e ai bambini: in quelle vetrine fanno bella mostra di sé manichini di donne-oggetto, che incitano alla libidine bestiale ogni passante. Decine di persone vi entrano ogni giorno. L'unica ad opporsi, per quanto ci consta è stata la consigliera comunale Gabriella Maffioletti, della Lista Morandini.

 Vogliamo fare avvero qualcosa? Facciamo insieme una denuncia per violazione del pubblico pudore: liberiamo per quanto possibile la città da questo squallore bestiale. Questo sarebbe veramente lottare per la dignità, di tutti; per la vera libertà. Cosa ne dice? Cordiali saluti

 
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