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Dossier "Movimento per la Vita"
Di Francesco Agnoli - 30/09/2010 - Bioetica - 1280 visite - 0 commenti
Ecco come è proseguito il dibattito sul MpV:

1) lettera di Silvio Ghielmi al Foglio;
2) lettera di Anzani al Foglio e risposta mia
3) mie note sull'affare Boero

1) Sig. Direttore non posso che plaudire all'articolo di Francesco Agnoli sulla mummificazione del Movimento per la Vita Italiano. L'ultimo passo di Casini di scomunicare dal MpV gli associati di Verità e Vita non fa che completare la sua opera che ha sempre mirato a una presidenza totalitaria ancor prima dell'emarginazione di Francesco Migliori che fu l'uomo di grande sapienza e umiltà che fece crescere il Movimento secondo il criterio di ricercare, scoprire, stimolare tutte le risorse umane possibili al contrario di Casini che ha sempre operato per essere l'unico interlocutore sentendo la vocazione di leader unico e supremo di ogni possibile attività pro-life italiana. Cosi perfino Progetto Gemma (opera della Fondazione Vita Nova fondata da Francesco Migliori) che aveva raggiunto il livello di 1200 adozioni all'anno perchè condotto con la passione di salvare vite sull'orlo dell'uccisione e di dare ai Cav (Centri di Aiuto alla Vita) in difficoltà un punto cui aggrapparsi, è diventato, dopo l'ennesima appropriazione di Casini, un affare di gestione burocratica con un andamento che non si capisce. Se però qualcuno osa esprimere qualche dissenso è accusato di diffamazione e denigrazione.

Silvio Ghielmi, cofondatore del MpV e del Progetto Gemma



2) Agnoli torna a parlare del Movimento per la Vita e dice che ha piacere che gli abbia risposto io. Io invece sono un po’ deluso che lui non abbia capito il senso e il succo della mia risposta. Rispiegarglielo? Ci posso provare, ma solo se si rifletterà sulle idee, differenti, che abbiamo. Le idee, non i pettegolezzi. Le idee differenti sono per esempio la legge 40 e le dichiarazioni anticipate di trattamento; più in profondo e per esplicito, le strategie di promozione e difesa della vita dentro la storia concreta che viviamo. L’avevo detto chiaro e tondo, ma Agnoli ha svicolato su queste differenze, ha incorniciato un chiacchiericcio sul presidente, sulle cose politiche di Piemonte, sulle manovre espulsive, l’emarginazione dei fondatori, la successione lanciata, insomma una leggenda nera. Che pena. Che disinformazione. Che brutte cose dice su Carlo Casini, che falsità sulle voglie espulsive, che ostilità, e che antagonismo strano. Io credo che Agnoli, che dice di sapere tutto della storia del MpV “dalle origini”, memorie d’infanzia dunque, sia semplicemente ”imbeccato” da quelli che se ne sono andati sei anni fa (non più eletti). Scaduti e non più eletti, dopo la stagione delle estenuanti polemiche interne fra il loro integrismo e la linea del MpV votata dall’Assemblea generale e dal Direttivo nazionale, e tradotta in opere da Casini e dal “popolo della vita”, che senso ha questa rivincita distruttiva?

Hanno messo su un comitato Verità e Vita, e liberi di farlo, si capisce, e auguri di prosperità; ma senza confusioni e camuffamenti. Perché allora attaccano il Movimento, lo denigrano, diffamano il presidente, fanno scrivere quelle cose? Cosa c’entrano più? Parliamoci chiaro: non è un problema “interno” al MpV, dove la normale dialettica del confronto fra opinioni e indirizzi, si risolve in modo democratico. E direi, in modo finalmente sereno, amicale, solidale, gioioso, dopo le passate asprezze aggressive dei quattro bastiancontrari. Il problema è fuori dal MpV, il problema è che questi ex bastiancontrari non demordono dall’ostilità verso la linea del Movimento. E si pensano virtuosi, col dovere della spietatezza di chi “possiede la verità” e ce l’ha scritta nel patronimico. E’ bene che riflettano sul male che vanno facendo; perché da un lato non possono illudersi di reintrodursi nel Movimento, magari colonizzando qualche organo direttivo di federazioni periferiche, o prendendo sede all’identico indirizzo di una sede piemontese del Movimento; dall’altro lato seminando divisione, amarezza e discordia, non fanno buon servizio alla causa della Vita, che squalificano agli occhi dei veri avversari. Agnoli mi pronostica “prossimo presidente” secondo delle voci che lui sente; neanche tirato per i capelli raccoglierei il pettegolezzo. Via, a parte la sciocchezza di ignorare che la presidenza dipende da una elezione e non dalle voci che lui sente, resta il dettaglio che un’elezione andrebbe anche accettata.

 E basta così, dopo l’insinuazione di dubbia limpidezza di elezioni, gratuita calunnia che non concorda con una coscienza onesta. Ma su un punto chiedo ancora a Agnoli e a quelli di Verità e Vita di riflettere un poco, quando parlano di cariche preparate, e dunque di incontri, discorsi, convegni come il cammino programmato che conduce a una carica. E’ una visione, se qualcuno la tien praticabile, miserevole. Non è la mia. Non so se è la loro, se soffrono di mancate presidenze. Non so se conoscono il tormento e il mistero della parola detta, o scritta. Non so se hanno mai letto che ci sarà chiesto conto di ogni parola inuti le. Non è il frastico, non sono i convegni, il parlare, lo scrivere che interessano come ingredienti di un’appariscenza, sarebbe troppo stupido: è il neustico, è il contenuto, è la parola fuori dal seno, fuori dalla nostra piccola storia, dalla nostra banalità. Parliamo di questo, se cerchiamo la verità. Non confondiamo nel gossip la parola della Vita. Il rischio di perderla è quello – come diceva Paolo VI – di amare più l’occhio che la luce

Giuseppe Anzani, vicepresidente nazionale MpV


 3)  Rispondo per punti.

 1) Ho scritto: Valter Boero, intimo di Casini, del direttivo nazionale, che cerca di spaccare il MpV senza successo, ha appoggiato la Bresso, radicale, abortista, pro eutanasia, pro pillola del giorno dopo, pro Ru 486… Ho scritto: “Sì alla vita” periodico del MpV, fa la stessa commedia: non parla della Bresso prima delle elezioni, ma solo della Bonino. Ho scritto: Casini non prende pubblicamente le distanze dall’appoggio dato dal suo partito alla Bresso. Cosa risponde il giudice Anzani, un uomo che dovrebbe stare sul punto, e spaccare il capello in quattro? Fa sfoggio di qualche parola un po’ desueta (“frastico” e “neustico”: cercherò sul vocabolario…) e si limita a parlare di “chiacchiericcio” sulle “cose politiche in Piemonte”. Ma non smentisce affatto! La Bresso e il Boero, vanno bene anche a lui. Come ai radicali.

 2)Ho scritto che sono membro del MpV, mentre lui spiegava che “Agnoli non fa parte del MpV”. Anzani soprassiede: gli sembra un dettaglio minimo. In fondo chi fa parte del Mpv lo decide Casini e qualche suo intimo. Ora però, visto che ormai lo ho spiegato, risponde mettendomi insieme a “Verità e Vita”, sempre per confondere i lettori, penso. Ma io ribadisco di essere del MpV, non di “Verità e vita” (di cui nei miei interventi non ho parlato: non si risponde “bisi per fave”).

 3) Ho scritto che ormai nel MpV si espellono le persone così, su due piedi: Anzani finge di non capire e glissa… Anche dopo che gli ho spiegato che il mio articolo ha determinato l’immediata minaccia: “espelletelo subito!” Fregandosene dello Statuto…Dettagli… se si è abituati alle espulsioni a raffica, una più una meno non conta…

4) Ho scritto che Casini espelle o emargina nientemeno che i fondatori di Cav, Progetto Gemma e SOS vita! Anzani finge ancora una volta di non capire, declassa costoro a “quattro bastiancontrari”, ma certo non smentisce che i “bastiancontrari” siano appunto le persone che ho detto, con i meriti e la storia che ho illustrato. E poi scrive che coloro che hanno ricevuto l’ultimatum che scade il 15 ottobre (l’ultimatum di solito si manda a chi fa parte non a chi è fuori, vero?) sono fuori del MpV: “non possono illudersi di reintrodursi nel Movimento, magari colonizzando qualche organo direttivo di federazioni periferiche”. Come non sapeva che io faccio parte del MpV, e passi, così ignora che tra i reprobi che hanno ricevuto l’ultimatum vi è per esempio Marisa Orecchia, che è dirigente nazionale da prima di lui, e che siede nel direttivo nazionale anche oggi, regolarmente eletta! Orecchia inoltre è anche presidente del MpV del Piemone, che non è per nulla “marginale”, bensì uno dei più attivi e vivaci d’Italia. Quanto al verbo “colonizzare” le elezioni teleguidate dall’alto sono elezioni democratiche, mentre le elezioni vinte e stravinte da coloro che riturbano i capi sono colonizzazioni!

 5) Una sola ammissione importante fa Anzani: parlando della convinzione diffusa che lui sia il delfino designato dal presidente a vita, Anzani, non risponde: “no, figuriamoci, a me l’elezione non interessa… le voci non hanno alcun fondamento…e soprattutto ritengo che ci voglia un po’ di rinnovamento, che un pensionato come me debba anche lasciare spazio a qualcuno di un po’ più giovane. E poi sarebbe troppo gravoso, ad una certa età dirigere un Movimento così impegnativo”. No, Anzani afferma: “resta il dettaglio che un’elezione andrebbe anche accettata”. Vedrà, caro Anzani, sono in tanti ad avere capito: sono innumerevoli i commenti positivi di gente del MpV ai miei articoli, e forse le prossime elezioni saranno con meno deleghe, meno automatismi e ci sarà qualcuno che starà ben attento. Pena la morte per eutanasia del MpV.

 6) Quanto infine alla frase ingiuriosa “se soffrono di mancate presidenze” riferito ai reprobi, si sbaglia di grosso: i Palmaro, i Filardo e tanti altri hanno dato le dimissioni dal direttivo nazionale, dove erano stati regolarmente eletti, proprio perché hanno a cuore non la sedia, ma il MpV.


3) L'affare Boero:


Breve premessa: queste considerazioni nascono leggendo un po’ di mail di Valter Boero, personaggio che ama scrivere a più persone: qualcuna finisce poi anche al sottoscritto… Per esempio sono entrato in possesso di sue mail agli ambienti del Timone in cui dice di diffidare dal sottoscritto, perché direi menzogne e calunnie sul MpV. Quali siano le menzogne, non viene detto. Conservo poi altre mail in cui Boero parla del MpV e delle elezioni regionali in Piemonte. Valter Boero è presidente del MpV di Tornino e dirigente nazionale del Movimento. Si tratta di un professore universitario che si è avvicinato da pochi anni al Movimento, ma che ha fatto subito una certa carriera. Boero è persona che ama la politica, e fa parte, come Carlo Casini, dell’Udc.

 Alle ultime elezioni regionali ha avuto contatti con Cota, secono molte voci per chiedergli un posto nel listino del presidente. Ma il posto non è arrivato. Così Boero ha deciso di appoggiare Mercedes Bresso, la candidata della sinistra e dei radicali, oltre che del suo Udc. Bresso è la candidata per cui Bonino e Pannella si sono spesi maggiormente. Ha infatti ha un passato di radicale e ha sempre sostenuto aborto, fiv, ru 486, eliminazione di Eluana, matrimoni gay….Non insomma una pro life. Ebbene, Boero, come si diceva, la ha sostenuta, come membro del MpV e dell’Udc. Lo ha fatto argomentando, spiegando agli amici del MpV piemontese che non “capivano” di aver ragione: meglio la Bresso di Cota, che non ci dà nessun posto di assessore o in listino…

Leggere le mail di Boero è imbarazzante: traspare la smania di un posto, più che altro…dice spesso che se Cota capisse, dovrebbe dargli qualcosa..mah… Ma procediamo: Andrea Morigi, su Libero, accusa Boero di aver sostenuto la Bresso; Boero non smentisce. Io ripeto tutto sul Foglio. Boero non smentisce ufficialmente neppure questa volta. Però racconta ad altri personaggi del MpV, che gli chiedono chiarimenti, che sono tutte calunnie… Per la verità neppure Carlo Casini, che ha minacciato di espulsione chi ha appoggiato la Bresso, ha mai smentito: rispondendo a Morigi, infatti, non ha difeso il suo pupillo piemontese, l’uomo che gli serve per rompere Federvita Piemonte, troppo “disobbediente” ai suoi voleri…

Non ne ha neppure parlato (ma neppure ha richiamato Boero). Eppure Casini rispondeva ad un articolo, lo ripeto, in cui l’accusa era chiara. Neppure Anzani, rispondendo a me, come notavo sopra, smentisce. Riduce a “chiacchiericcio”. Torno a chiedere: dove va il MpV se il partito del presidente vota un radicale, senza che il presidente parli? Dove va, se un dirigente nazionale del MpV finisce a braccetto con i radicali? Se un vicepresidente nazionale, Anzani, fa capire che il fatto che un dirigente nazionale spacchi una federazione locale e voti radicale, non importa nulla? Sono un rompiballe ottuso io, qualcosa mi sfugge, perché sono corto, invidioso e ignorante, o c’è del marcio al vertice?
 
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