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Cronache di un mondiale: un pallone che vola troppo, delle trombette assordanti e una passione che trascina le folle
Di Giulia Tanel - 19/06/2010 - Attualità - 1016 visite - 0 commenti

Ebbene sì, dopo quattro fatidici anni è tornata; sempre lei, immutata: la febbre dei mondiali. Milioni di persone sono già state contagiate da questo morbo, altre lo saranno nelle prossime settimane con gli ottavi, i quarti… fino alla finale prevista per l’11 luglio. L’apoteosi. Anche persone che normalmente non si interessano assolutamente di calcio − e che anzi criticano chi la domenica pomeriggio non riesce a schiodarsi da radio o televisione per seguire “undici uomini in pantaloncini che rincorrono un pallone, sudando come dei cammelli” − sono rimaste colpite dalla pericolosa affezione. Peccato che poi passino l’intera partita cercando di capire cosa sia il fuorigioco…

La prima settimana dei Mondiali in Sudafrica non è stata particolarmente esaltante dal punto di vista del gioco espresso. Tanti i pareggi, molte le squadre che hanno deluso, le Europee in primis: Francia (Domenech si sta dimostrando un valido concorrente di Lippi per quanto concerne la scarsa stima nutrita in patria), Spagna, Germania...
Molto bella invece è la passione dei tifosi locali, talmente invasati che una signora è riuscita a rompersi la trachea suonando la famosa vuvuzelas, il vero incubo di telecronisti e spettatori.

Ma veniamo alla nostra bistratta Nazionale. Le amichevoli subito precedenti alla partenza per il Sudafrica avevano lasciato tutti con l’amaro in bocca, viste le prestazioni a dir poco mediocri. “Colpa dell’allenamento in altitudine”, aveva sentenziato Lippi. La prima partita con il Paraguay è finita in pareggio, risultato che non esalta ma che, nel contempo, non dispiace, visto che è frutto di una rimonta. Comunque i giocatori sono apparsi più mobili e determinati rispetto alle gare precedenti, anche se permane il problema della concretizzazione sotto porta. Insomma, Pepe sale e scodella interessanti palloni in mezzo all’area, dove però non c’è nessuno in grado di fare la frittata, insaccando.

Di certo in Europa stanno cercando di boicottarci: nessuno lo dice, ma il tentativo di mettere fuorilegge la Nutella è un chiaro attentato alla nostra Nazionale. I nostri undici, infatti, se non hanno un’elevata dose di tale sostanza nel sangue non riescono neanche ad uscire dagli spogliatoi.
Il nostro prossimo scoglio si chiama Nuova Zelanda. Sulla carta siamo favoriti, ma è meglio non pronunciarsi viste le prestazioni sorprendenti di molte piccole squadre, che stanno insegnando alle “grandi” come sia necessario entrare in campo con umiltà.

Per il resto, chissà che non si ripeta il miracolo del 2006. Come dimenticare il telecronista Marco Civoli e il suo “il cielo è azzurro sopra Berlino”?. Probabilmente aveva la frase pronta già dalla prima partita.
Anche in questa edizione 2010, il duo Marco Civoli − Salvatori Bagni promette cospicue risate… e se per caso Cannavaro si troverà ad alzare la Coppa, probabilmente il grido che lo accompagnerà sarà: “Il mare è ancora azzurro in Sudafrica”...

 
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