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L'illusione del Potere
Di Giuliano Guzzo - 06/04/2010 - Attualitą - 980 visite - 0 commenti
La mai troppo lodata saggezza popolare ci rammenta che “la Fortuna è cieca ma la Sfortuna ci vede benissimo”, segnalandoci così come le disgrazie, in fondo, non capitino mai per caso. Anzi, a volte accade persino che è la Sfortuna si prenda il lusso di seguire le orme della Dea bendata, portando il pianto dove c'era il riso, lo sconforto dov'era l'euforia, il Nulla dove prosperava il Tutto.
La storia dell’ex fornaio inglese Keith Gough, che cinque anni fa aveva centrato un jackpot da 9 milioni di sterline e l'altro giorno è spirato a soli 58 anni senza affetti e senza una lira, dimostra che è proprio così: chi crede di volare alto, il più delle volte, si accinge a precipitare.
La prima vittima della fatale prossimità degli opposti fu Icaro: ebbro di entusiasmo ed incurante degli avvertimenti paterni, volò alto fino a che le ali con le quali stava fuggendo da Creta, composte da penne amalgamate con la cera, si squagliarono, facendolo precipitare e morire in mare.
Poi fu la volta di Adamo ed Eva: illusi dai cattivi consigli di un Serpente, furono sfrattati dall'Eden e, per la prima volta, si videro com'erano, nudi ed imperfetti.
Ora, al di là delle mitologie antiche, sarebbe del tutto semplicistico ricondurre la vicenda dello sfortunato Keith Gough allo stereotipo del povero che, trovandosi improvvisamente ricco, perde la testa.
La questione, purtroppo, è molto più generale e concerne la mai pacifica relazione dell'uomo, di ogni uomo, col Potere.
Tutte le volte che qualcuno raggiunge dei traguardi, trascura la possibilità di gioirne per fissare altrove nuovi obbiettivi fino all'annientamento di sé ; è successo ai grandi conquistatori, da Napoleone ad Hitler, e succede anche ad ognuno di noi quando anteponiamo l'ambizione alla consolazione, la grandezza alla semplicità.
Che nel Potere in quanto tale alberghi qualcosa di tragico, per non dire infernale, è provato anche dal ritornello che gli iniziati alle sette sataniche si sentono ossessivamente ripetere:”Ora puoi avere il potere!Ora puoi avere il potere! Ora puoi avere il potere!”.
Una curiosa e lampante parentela, quella tra il Male e il Potere.
Ma una via d’uscita, anche qui, c’è: è il realismo cui si approda quando ci si rende conto che, per quanto ingegnosi, non si è che zanzare in un Universo talmente sconfinato da non poter essere nemmeno pensato.
Certo, abbiamo il salutare dovere di pensare in grande e di cercare il meglio, ma se dimentichiamo la nostra minuscola statura di uomini, sarà la realtà, con le sue maniere forti, a presentarci il conto.
Perché chi cerca il Potere, anche se può sembrare paradossale, trova solo dominio e sudditanza. Viceversa, chi accetta di migliorarsi senza perdere l’equilibrio, di crescere senza impazzire, ha serie probabilità di riuscire nel proprio intento. Qualcuno, tutt‘altro che stupido, ha detto che chi si accontenta gode.
Senza fare l’apologia delle rinuncia e scivolare nel pauperismo, dobbiamo riconoscere che quel tale aveva ragione.
 
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