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Da Bersani a Marrazzo
Di Francesco Agnoli - 26/10/2009 - Attualità - 1402 visite - 0 commenti
Le elezioni all’interno del Pd hanno visto la vittoria di Bersani, che si è imposto abbondantemente su Franceschini e Marino.

Si tratta, a mio modo di vedere, di una notizia positiva: Franceschini rappresenta, al pari di Fini, il classico uomo etero diretto che sposa le idee che ritiene più opportune al successo mediatico. Il suo mentore, De Benedetti, sperava nella sua vittoria, ritenendo Bersani uomo troppo libero, con maggior personalità ed indipendenza di giudizio (ed anche orgoglio personale).

Ma i sondaggi davano Bersani vincente, per cui alla fine Repubblica non si è schierata. Insomma: meglio un vecchio comunista, che è solo in seconda battuta, ma senza fanatismo, un nemico dell’antropologia cristiana, di un Franceschini che dietro le calze turchesi ed altro pagliacciate, non ha altro da dichiarare, né una proposta politica seria da fare. Eviteremo così l’ennesima ambiguità come ai tempi di Prodi: l’ennesimo sedicente cattolico a cui certi poteri possano affidare i dico, la droga libera, l’esaltazione della Ru 486 o simili. E’ giusto che gli ominicchi, dopo un po’ di agognata ribalta, tornino a fare ciò che sanno fare (cioè poco).

Il caso Marrazzo fa molto pensare.
 Non entro nelle sue vicende sessuali, ma sulla sua carriera precedente. Perché Marrazzo è divenuto presidente della regione Lazio? Per quali meriti? Marrazzo è il solito giornalista della Rai, senza arte né parte, entrato nella grande baracca dove si prendono milioni di euro all’anno per cooptazione o intrallazzi vari. Laddove si prendono stipendi stramiliardari che nessuno altrove può neppure sognarsi.
Era, in specifico, il figlio di un altro giornalista Rai: questi i suoi meriti. Prima di lui, alla guida della stessa regione, Piero Badaloni, un altro giornalista, scelto anch’egli non per le sue particolari abilità, ma per essere un volto noto della Tv. Penso che dopo Mussolini, D’Alema, Veltroni, Badaloni, Marrazzo, Santoro, Gruber (quest’ultimi due eletti a Strasburgo ma senza aver lasciato neppure la traccia delle lumache)… sia ora che qualcuno si renda conto che i giornalisti sono, sovente, persone senza vere competenze, benché abituati a parlare di tutte le materie, tutti i giorni. Persone, sovente, molto superficiali e poco adatte a governare…Peggio dei politici, insomma….

Una domanda: perchè Franceschini e compagnia hanno chiesto le dimissioni di Marrazzo? Non sono lo stesso partito che ha eletto Luxuria, il quale non fa mistero nè di essere trans, nè di battere? Forse avviene come con la Concia: la mettono in lista, poi le dicono, dopo il terremoto in Abruzzo: stai a casa, non andare tra i terremotati, perchè non è bello essere rappresentati da te. Ipocriti?


Una nota divertente: qualche giorno fa il Foglio ha pubblicato una pagina intera con donne nude, con in mano oggetti sadomaso e porcherie simili. Accanto la dichiarazione a difesa delle donne, contro le donne oggetto di Berlusconi, lanciata con forza da Repubblica. Le donne nude, però, erano tutte sul sito di Repubblica. Colti in castagna, i repubblichini le hanno subito tolte dal sito: ipocriti? E la libertà sessuale predicata su quel giornale da 30 anni?



Il Corriere riporta la notizia che a votare alle primarie del Pd sono stati oltre tre milioni di votanti, ma anche che sono stati segnalati casi di persone che hanno votato tre volte. Chissà…


Sempre il Corriere dimostra una grande attenzione per Fini: ogni volta intervista un membro della sua Fondazione, di qualsiasi argomento si parli. Da una parte il parere di uno di sinistra, dall'altra il parere di un uomo di Fini, come se costoro fossero i rappresentati di tutto il centro destra, e non una piccolissima minoranza all'interno del Pdl. E' chiaro che Fini è come Franceschini: l'uomo su cui puntano i poteri industrial-mediatici, che amano eterodirigere.
 
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