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Analogie della storia.
Di Francesco Agnoli - 28/12/2007 - Storia del Novecento - 1550 visite - 0 commenti

Un anno è finito, ne inizia un altro. Quello trascorso è stato l’anno in cui si è parlato a iosa dei preti omosessuali e pedofili, realtà purtroppo vera, ma enormemente amplificata dai media e da chi ne ha tratto guadagno, economico e ideologico.

George Mosse, nella sua “Sessualità e nazismo”, dopo aver ricordato che molti leaders delle SA che portarono al potere Hitler erano omosessuali e talora pedofili, racconta come il regime, dopo una certa data, condannò l’omosessualità. E aggiunge: “Una volta franato il potere delle SA (con la notte dei lunghi coltelli, ndr), fu la volta della Chiesa cattolica a essere rimessa in riga con le accuse di omosessualità rivolte a preti e a monaci. Tra il 1934 e il 1937 la Germania celebrò processi pubblici contro sacerdoti e monaci accusati di reati contro il pudore, benché alla fine solo 64 dei 25mila ecclesiastici tedeschi inquisiti poterono essere dichiarati colpevoli, sia pure da tribunali prevenuti”.

Il 2007 è stato anche l’anno della guerra asimmetrica contro la Chiesa, che non paga l’Ici e che costa assai al cittadino contribuente, come ha sostenuto il quotidiano “Repubblica”, nota agenzia umanitaria che costruisce ospedali, scuole e esercita la beneficenza, da oltre duemila anni. E’ stato l’anno della richiesta di abolire il Concordato con tutte le sue concessioni alla Chiesa, senza però restituire nulla di quello che le fu tolto, da Montecitorio alle Opere Pie, soppresse nei decenni dai governi post-unitari per pagarsi il nostro “imperialismo straccione”.

Viene utile al proposito un aneddoto riportato dallo storico Micheal Burleigh nel suo “In Nome di Dio” (Rizzoli): “Durante la prima guerra mondiale Benedetto XV aveva speso tutta la sua fortuna e di conseguenza gli introiti ordinari della Santa Sede per rimpatriare i prigionieri di guerra o per assicurare i soccorsi ai rifugiati: nel 1922 il tesoro del Vaticano equivaleva in valuta moderna a qualche centinaia di migliaia di euro. Non potendo offrire in pegno le opere di Bernini, Michelangelo o Raffaello, il suo successore svuotò ancor più le casse della Chiesa con le generose donazioni alla popolazione tedesca rovinata dall’inflazione durante la repubblica di Weimar o con gli aiuti alle popolazioni affamate in Unione Sovietica”, dove Lenin avevano appena iniziato le persecuzioni e gli espropri ai danni di cattolici e ortodossi.

Questo è stato anche l’anno in cui si è a lungo discusso sulla sorte dei bambini prematuri, e dei bambini malati, proponendo la via più economica, in tutti i sensi, cioè la sospensione delle cure, o l’eliminazione diretta. “L’eliminazione- scrive M. D’Antonio, nel suo “La rivolta dei figli dello Stato”, relativo all’eugenetica negli Usa ai primi del Novecento- fu praticata nel concreto dai medici eugenisti i quali, tra l’altro, esercitarono forti pressioni sui genitori di neonati con difetti alla nascita, perché negassero loro le cure mediche salvavita. Questo tipo di omicidio compassionevole fu il principale soggetto di un lungometraggio del 1917, The black Stork, che sosteneva che Dio considerava l’eutanasia un atto d’amore…”.

E’ stato anche l’anno di Welby e dei filmati di Silvio Viale, nelle scuole, a favore dell’eutanasia compassionevole. Nicholas Startgardt, nel suo “La guerra dei bambini”, racconta come per promuovere l’ “uccisione misericordiosa” il gerarca nazista Goebbels cercò di preparare l’opinione pubblica facendo “girare un film sul suicidio assistito di una donna che stava morendo lentamente e dolorosamente di sclerosi multipla…Discutendo il dilemma psicologicamente avvincente del diritto della donna di scegliere la propria morte e del dottore di aiutarla, molti riflettevano sulla opportunità o meno di una legge che autorizzasse l’eutanasia”. Ad opporsi solo vescovi come von Galen e Konrad…Intanto i nazisti uccidevano di nascosto i bambini più o meno disabili.

Il 2007 è stato anche l’anno dei pacs e dei dico, matrimoni da realizzarsi o sciogliere anche tramite cartolina….Nella Russia comunista nel 1917 venne concesso il divorzio e venne abolito il matrimonio religioso, nel 1920 fu introdotto l’aborto… “Il codice del 19 novembre 1926 conferma queste disposizioni e si spinge ancor più in lontano, giacché pone su un piano di uguaglianza il matrimonio registrato allo Zags e l’unione di fatto, il concubinaggio. Per divorziare è sufficiente una semplice richiesta unilaterale, per lettera: è il divorzio ‘cartolina’…”. Gli effetti? “L’instabilità matrimoniale e il rifiuto massicci dei figli… Gli aborti si moltiplicano, la natalità cala in modo pauroso, gli abbandoni dei neonati sono frequenti. Gli orfanotrofi sommersi, diventano dei veri mortori. Aumentano gli infanticidi e gli uxoricidi” (“Storia delle donne”, Laterza).

Il 2007, infine, è stato l’anno della celebrazione di Garibaldi, che ad alcuni piace per la camicia rossa, ad altri per il suo odio viscerale per la Chiesa. In occasione del concilio Vaticano I, scriveva ai suoi amici: "Qui nella contaminata vecchia capitale del mondo, si disputerà sulla verginità di Maria che partorì un bel maschio sono ora 18 secoli (e ciò importa veramente molto alle affamate popolazioni); sull'eucarestia, cioè sul modo di inghiottire il reggitore dei mondi, e depositarlo poi, in un Closet qualunque. Sacrilegio che prova l'imbecillità degli uomini che non regalano d'un pugno di fango il nero, che sì sfacciatamente si beffa di loro. Finalmente sull'infallibilità di quel metro cubo di letame che si chiama Pio IX...”. Anche qui un’analogia: ieri come oggi, per parlare male del prossimo, che ci si chiami Garibaldi o Luttazzi, sempre e solo al letame, certuni, ricorrono.

 
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