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Torna il dibattito sulla procreazione medicalmente assistita. I rischi...
Di Francesco Agnoli - 03/07/2007 - Fecondazione artificiale - 1558 visite - 0 commenti

Torna oggi sul Corriere, con due paginoni, la polemica sulla legge 40 sulla fecondazione artificiale. Chi come me ha sempre osteggiato tale legge, come un pastrocchio pieno di compromessi e incongruenze, non si stupisce affatto del flop della legge stessa. Solo che non bisogna farsi ingannare. Anzitutto perchè la legge 40 fa danni enormi, è impraticabile, e tutto quello che si vuole...ma rappresenta comunque un enorme passo aventi rispetto al far west precedente.

Che era qualcosa di spaventoso, rispetto a cui i nazisti inoridirebbero. Ma di questo parlerò un'altra volta. Ora vorrei solo sottolienare un fatto: tutti parlano di numeri, di figli in più o in meno, come se si trattasse del Pil. Nessuno che spieghi come funziona la fecondazione artificiale e come nascono i bambini che vengono partoriti attraverso determinate tecniche. Forse non è solo la quantità dei "prodotti del concepimento", come si chiamano oggi i bambini, che conta, ma anche la loro salute psico-fisica...

Ebbene sentiamo quali sono i rischi della Fiv secondo il massimo esperto italiano, il diessino Carlo Flamigni. Infatti, prima di tante polemiche, occorre chiedersi: la fecondazione artificiale, omologa ed eterologa, funziona? Le mamme ottengono il figlio sperato? Eventuali figli nascono sani o sono solo il frutto di sperimentazioni senza certezze?

Carlo Flamigni, ginecologo dell'Università di Bologna, pioniere e strenuo difensore della fecondazione artificiale in tutte le sue forme, consulente scientifico di Tecnobios (uno dei più importanti centri al mondo di fecondazione artificiale), nel suo "La procreazione assistita", Il Mulino, 2002, ammette:

1) la iperstimolazione ovarica sulla donna può provocare una "sindrome pericolosa persino per la vita" (pag.29; il Corriere della sera del 21/4/2004 infatti annuncia: "Muore dopo la fecondazione assistita. Una casalinga di Sciacca si era sottoposta a iperstimolazione ovarica"; il mensile Le scienze, Settembre 2004, gruppo L'Espresso, sostiene che nel lungo periodo l'iperstimolazione può determinare "un aumento di tumori del tratto genitale o della mammella");

2)"tutte le tecniche di procreazione assistita si caratterizzano per il fatto di non essere molto generose in materia di risultati" (pag.35. Solo il 15% circa delle donne ottiene il figlio, dopo anni e migliaia e migliaia di euro);

3) riguardo ai bimbi nati con fecondazione artificiale "resta il dubbio relativo alla possibile comparsa di un'anomalia tardiva", specie "malattie di tipo degenerativo riguardanti il sistema nervoso e i muscoli" (pag.54; Repubblica del 19/9/2004: "…nostro figlio è nato down, con due gravissime malformazioni allo stomaco ed al cuore", dopo fecondazione artificiale ed analisi pre-impianto; Le scienze cit.: aumentano significativamente i casi di "paresi cerebrale, ritardo mentale, disturbi del comportamento", oltre a "difetti del tubo neurale, di atresia dell'esofago e di malformazioni cardiache" ecc.);

4) tra le complicazioni si segnalano: gravidanze tubariche, gravidanze multiple fino a cinque, sei, otto gemelli (con evidenti rischi per la salute della donna e probabili morti o handicap dei figli), altissima mortalità perinatale (20%), aborti ripetuti (dal 18 al 30%), parti prematuri, bambini sotto peso, parti operativi, "riduzione embrionale" (e cioè eliminazione in corso d'opera, a causa di gravidanza multipla, di embrioni dalla ottava alla dodicesima settimana, perfettamente formati) con "conseguenze drammatiche sull'equilibrio psicologico della madre". Ancora: gestosi, placente previe, lesioni vascolari, asciti, trombosi e tromboflebiti per le donne, malformazioni fetali…(pag. 65,66, 73,74) e "delusione della coppia, esperienza altrettanto frequente quanto sgradevole" (pag.62).

La fecondazione artificiale è infatti qualcosa di estremamente sperimentale. Flamigni, ad esempio sostiene, a pag.85, di aver fatto nascere 34 bambini con una determinata tecnica, ma "per uscire dalla fase sperimentale è necessario dare ai 34 bambini già nati, almeno altri duecento fratelli. Solo così riusciremo a sapere se il congelamento degli ovociti è realmente innocuo…". I bimbi e le donne sono dunque cavie?

5) riguardo alla crioconservazione (congelamento) degli embrioni circa il 30% muoiono nella fase di scongelamento, mentre tra quelli sopravvissuti "alcuni mostrano di avere almeno una cellula danneggiata" (pag. 81): cosa nascerà da embrioni già danneggiati impiantati in utero? Considerando infine che nella fecondazione artificiale vengono sacrificati circa 92 embrioni su 100, e che nel processo in vitro vengono a mancare tutti quei segnali ormonali e chimici (colloquio crociato) che la natura fa scattare nel momento in cui l'embrione si forma nel corpo della donna (fecondazione in vivo), è facilissimo capire perché molti medici considerino la fecondazione artificiale tout court una pratica omicida e pericolosa, in cui si sperimenta sulle donne, sui bambini e sugli embrioni, creando illusioni e speranze fasulle in chi soffre il dramma della sterilità, e ottenendo di contro grossi guadagni.

A tutto ciò si aggiunga il fatto che i "fecondazionisti" ad oltranza vorrebbero che venissero permessi l'utero in affitto, le mamme-nonne, la fecondazione con seme di persone morte, le "famiglie" composte da due padri o due madri, le banche del seme, più o meno pregiato, e la sperimentazione sugli embrioni. Riguardo a quest'ultima il discorso è assai lungo, ma basti pensare che ricercatori svedesi hanno messo a punto da tempo una tecnica chirurgica per aborti da effettuarsi tra la 18° e la 28° settimana con trapanazione del cranio del feto da vivo per aspirare con una cannula la substantia nigra del cervello, per una ipotetica quanto fasulla cura contro il morbo di Parkinson. Si tratta di "ricerca" scientifica o di mostruosità? Di stregoni o di scienziati?

 
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