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La scuola paritaria è un grande risparmio per lo Stato
Di Umberto Fasol - 21/03/2011 - Scuola educazione - 1438 visite - 0 commenti
Proprio così: la scuola paritaria fa risparmiare allo Stato, ogni anno, moltissime risorse economiche. Dimostrarlo è assai semplice. Basta rifarsi ad alcuni dati che si possono ricavare da una recente pubblicazione del Ministero dell’Istruzione, intitolata “La scuola in cifre 2007”. Si legge che nel 2007, a fronte di 7.751.336 alunni della scuola statale di ogni ordine e grado, è stato praticato un finanziamento pubblico pari a 57 miliardi di euro (CIRCA 7.500 EURO PER ALUNNO) così ripartiti: 47 miliardi sul bilancio del Ministero dell’Istruzione; 8 miliardi sui bilanci degli Enti locali; 2,2 miliardi sui bilanci delle Regioni. Questo dato, che viene riportato, e che è già per se stesso considerevole, risulta largamente incompleto perché si riferisce alle sole spese correnti e non a quelle in conto capitale, come ad esempio, quelle relative alla costruzione e manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici, al loro ammortamento, alle attrezzature, alle strumentazioni didattiche ecc. La risultante di tutte queste voci, come è facile immaginare, è enorme sia in senso assoluto, sia in riferimento al costo medio dell’alunno della scuola statale.

SCUOLE PARITARIE: a fronte, nel 2007, di 1.049.420 alunni nella scuola paritaria sono stati erogati come finanziamento pubblico appena 534.961.147 di euro (CIRCA 500 EURO PER ALUNNO, come media*)” (Francesco Macrì, Presidente Nazionale FIDAE).

A questo punto la conclusione: 500 milioni versati alla scuola paritaria a fronte dei 57 e oltre miliardi versati alla Scuola di Stato, costituiscono meno dell’1%! Ha senso parlare di soldi sottratti alla scuola pubblica a favore della privata? Sono proprio questi 500 milioni che mancano al bilancio statale la causa del malfunzionamento della scuola statale, come si sente gridare sui giornali e nelle piazze?

*Si deve sottolineare il fatto che il finanziamento alla paritaria riguarda quasi esclusivamente la scuola dell’infanzia, dove lo Stato è carente e necessita di un soccorso privato e, secondariamente, la scuola primaria.

La scuola paritaria non è una spesa aggiuntiva, ma un guadagno per lo Stato: è un capitale e una risorsa umana a beneficio di tutti (chiunque ne sottoscriva il progetto educativo può iscriversi) e come tale deve poter avere tutti i dovuti riconoscimenti (magari una convenzione pubblico/privato analoga a quella presente nel sistema sanitario nazionale).

Nel Veneto gli alunni iscritti nelle scuole paritarie sono 140.000 (di cui 86.000 nella scuola dell’infanzia e solo 11.000 nella secondaria di II° grado). Il risparmio annuo che tali alunni concedono alla Pubblica Amministrazione è di euro 737 milioni (il piano di ridimensionamento della Pubblica Amministrazione avviato da Tremonti punta ad un risparmio di 8 miliardi di euro: il Veneto regala quasi un miliardo…).

Vorrei ricordare poi la legittimazione della Scuola paritaria affermata dalla Legge n°62 del 2000: “Il Sistema nazionale di istruzione è costituito da scuole statali e da scuole non statali o paritarie”: l’Istruzione in Italia è dunque un sistema misto statale e non statale.

L’ultima obiezione, quella più radicale, che viene mossa al finanziamento pubblico riguarda il “senza oneri per lo Stato” dell’art. 33 della Costituzione.
Ecco l’articolo 33: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali (…)”.

Negli Atti dell’Assembla Costituente si legge l’interpretazione data, per firma del sen. Corbino, al “senza oneri per lo Stato”: l’espressione si riferisce esclusivamente al momento della fondazione di una Scuola, non a quando svolge servizio pubblico.
Ovvero: il privato cittadino non può chiedere soldi allo Stato per aprire una Scuola, ma quando la Scuola funziona e di fatto fa risparmiare lo Stato, le cose cambiano.

Credo, per concludere, che sia utile ricordare come la Scuola paritaria, nata nel corso della storia dalla libera volontà di persone illuminate, che spesso ricordiamo come sante, contribuisca a dilatare nella nostra società il bene più prezioso che abbiamo come uomini e come donne, la libertà, compresa quella di scegliere gli educatori dei propri figli.
 
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