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The Coldplay: "Christmas Lights", una nostalgia senza nome
Di Chiara Vadagnini - 11/12/2010 - Musica - 1511 visite - 0 commenti

 


"E' sera, i pensieri si accavallano mentre i miei passi percorrono le strade del centro. Tantissime lacrime, un oceano avvelenato. E’ Natale. Ma lei se ne è andata. Tutte queste luci non mi dicono più niente e mi acciecano. Eppure a tratti le guardo come se fossero una fiaccola di speranza. Canterò stonato, come un ubriaco in questa città. Canterò di quanto ti ho sempre amato e di quanto ti amerò sempre. Potessero splendere per sempre queste luci di Natale, potessero riportarmi indietro lei, potessero cancellare tutto il dolore, potessero davvero illuminare le strade e fare esplodere i fuochi d’artificio che ho dentro. E poi splendere per sempre.”

La situazione è nota, già vista, già letta: un addio tra due innamorati e la malinconia delle feste, quando si è da soli.La musica un po’ facile, certamente commerciale (e il titolo natalizio aiuta a vendere).
Eppure le immagini, semplicissime, sono allo stesso tempo potenti ed evocative. Come se una nostalgia molto più grande percorresse tutta la canzone.
La prima parte è dolce e lenta, basata su un giro di piano malinconico e sul canto quasi parlato(il solito Chris Martin!), poi la voce si apre e gli altri strumenti fanno il loro ingresso convincente; infine ancora un arresto e un cambiamento anche nel ritmo, che ora pare una struggente ballata irlandese d’addio.

Struggente pure il ritornello, ripetuto diverse volte:.

"When you’re still waiting for the snowfall, doesn’t really feel like Christmas at all”
Quando stai ancora aspettando che arrivi la neve, non sembra davvero per nulla che sia Natale.

Com’è vero! Se non arriva quello che stai aspettando, quello che più desideri, non sembra davvero per nulla di vivere.

Beato chi non aspetta la neve.
Beato chi sa che a Natale arriva davvero Qualcuno che riempie la città.

 
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