Diventa socio
Sostieni la nostra attività Contatti

 

Cerca per parola chiave
 

 

Autori

 

Ci sono 838 persone collegate

 

\\ Home Page articoli : Articolo
Per la Valdastico serve un referendum. Dite la vostra nel comnmento per un sondaggio
Di Gianburrasca - 17/01/2007 - Politica - 1948 visite - 0 commenti

Dopo svariati studi d’impatto e fattibilità, dibattiti, convegni e polemiche al calor bianco, l’annosa e perennemente irrisolta questione – anzi, il tormentone – del completamento e dello sbocco dell’autostrada A31 della Valdastico dal Veneto in Trentino, è diventata l’emblema di una politica che non sa decidere, di un governo provinciale che non ha il coraggio di dire una volta per tutte di sì o di no alla realizzazione di quest’opera per paura di scontentare una parte dell’elettorato.

Ma quando la politica non sa decidere, quando chi governa non fa il suo mestiere, è necessario dare la parola ai cittadini. Se la democrazia rappresentativa si inceppa, è opportuno, se non necessario, ricorrere alla democrazia diretta, come la legge consente di fare.

Credo che la Valdastico sia il classico caso in cui un referendum costituirebbe lo strumento più appropriato ed efficace per chiudere, in un senso o in un altro, una vicenda trascinatasi al limite del ridicolo per le istituzioni, con enorme spreco di tempo e di denaro (in consulenze, progetti di ogni tipo, documenti preliminari, pagine e pagine di giornali, conferenze, comitati locali o di valle pro e contro, confronti più o meno a distanza ma sempre improduttivi tra le opposte fazioni, ecc.).

Propongo quindi a tutti i soggetti territoriali, sociali, economici e ambientali interessati, di unire le forze per promuovere un referendum provinciale risolutivo, che permetta di sottoporre ai cittadini della provincia di Trento questo semplice quesito: è favorevole o contrario al prolungamento dell’autostrada A31 della Valdastico in Trentino? Se è favorevole risponda “sì”. Se è contrario risponda “no”.

Esiste nell’ordinamento della nostra Provincia una apposita normativa, la numero 3 del 5 marzo 2003, che prevede la possibilità di utilizzare oltre al referendum abrogativo (in questo caso da escludere) altri due tipi di referendum:

- il referendum propositivo, per attivare il quale occorrono 8.000 firme di cittadini iscritti nelle liste elettorali dei comuni e un comitato promotore di almeno 10 persone che depositi la richiesta presso la presidenza del Consiglio provinciale. La proposta soggetta a referendum - dice la legge - è approvata se è raggiunta la maggioranza dei voti favorevoli validamente espressi, a condizione che alla votazione abbia partecipato la maggioranza degli aventi diritto al voto;

- e il referendum consultivo, che può essere richiesto con deliberazione assunta a maggioranza dai componenti del Consiglio provinciale, da almeno 10 consigli comunali che rappresentino almeno il 5% dei residenti nella provincia, dalla Giunta provinciale e dal Consiglio delle autonomie.

Non sono un tecnico, ma a mio parere per sciogliere il nodo della Valdastico servirebbe un referendum propositivo, che penso impegnerebbe di più le autorità competenti a rispettare la volontà dei cittadini formulando scelte coerenti.

In ogni caso credo che vi siano tutte le condizioni per promuovere questo referendum e mettere la parola fine all’estenuante e non più tollerabile querelle. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate. Utilizza lo spazio del commento qui sotto per dire la tua. Se le opinioni fossero parecchie avremmo una specie di sondaggio preliminare partendo dal quale l'ipotesi potrebbe iniziare a materializzarsi. 

Gianburrasca

 
Nessun commento trovato.

I commenti sono disabilitati.