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Giovanni di Leida e la "Nuova Gerusalemme" di Munster
Di Francesco Agnoli - 10/05/2009 - Storia delle eresie - 1753 visite - 0 commenti

Premessa: La vulgata illuminista sul medioevo ha prodotto quest'idea: il medioevo fu un secolo oscuro, di superstizioni e di barbarie, di papi e di preti feroci e di ignoranti. Unici baluardi del libero pensiero, unici illuminati, furono gli eretici, che la Chiesa e lo Stato dell'epoca si unirono per distruggere. I cattivi contro i buoni. Non è qui il luogo per ricordare che il medioevo, nonostante le continue invasioni da nord (germanici) e da sud ( islamici), fu l'epoca in cui nacquero i monasteri in cui si conservò la cultura antica; in cui sorsero la tecnologia europea, le cattedrali, le prime Università, le prime banche, i primi ospedali della storia...innumerevoli letterati e artisti... Si vuole invece ricordare con il famoso matematico Igor Safarevic, vissuto nella Russia comunista, così amante delle antiche eresie medievali, che esse furono “piccole” (ma solo se paragonate a quanto succederà nel Novecento) esplosioni di follia sanguinaria e feroce, in cui ormai sempre più storici (N. Cohn, R. Conquest, I. Safarevic, A. Solgenitsyn....) riconoscono gli antenati ideali del nazismo e del comunismo, e della loro inaudita malvagità. Furono proprio Marx ed Engels, poi Lenin e Stalin, in Russia, e nazisti come Rahn e Rosenberg, in Germania, ad esaltare come loro precursori i Catari, gli Albigesi, Thomas Munzer, Tommaso Campanella, gli anabattisti delle guerre contadine, i taboriti boemi ecc...

 

Chi studiasse le eresie medievali e moderne, coglierebbe grandi somiglianze, non solo con nazismo e comunismo, nei loro apetti più macroscopici, ma anche nel loro nichilismo etico (la comunione di donne accanto a quella di beni, una caratteristica, come vedremo, comune a moltissime eresie medievali e moderne). Continuiamo dunque l' interessantissimo viaggio nelle eresie medievali e moderne, al di là delle banalizzazioni della storiografia ideologica o scolastica, al seguito di Igor Safarevic.

 

 Nel 1534-1535 gli anabattisti perseguitati in Svizzera e nella Germania meridionale e centrale si trasferirono nel nord Europa: Germania settentrionale, Olanda, Svezia, Danimarca. Munster divenne il centro della loro attività, essendovisi stabiliti al tempo della lotta fra cattolici e luterani. Alleati di questi ultimi, rafforzarono grandemente le loro posizioni nella città. Quando i luterani vinsero, dovettero fare i conti con l'influenza ottenuta dai "profeti", come si facevano chiamare i capi degli anabattisti. Riuscirono addirittura a tirare dalla loro parte il capo del partito luterano. Nel frattempo stava mettendosi in luce tra gli anabattisti una nuova figura di spicco. Si trattava di un fornaio olandese di Haarlem, Jan Matthys (nella foto).

Nella sua predicazione risorgevano con l'antica forza le bellicose tendenze chiliastiche degli anabattisti. Egli incitava all'insurrezione armata e allo sterminio generale degli empi. Gli apostoli da lui inviati si recavano, a due a due, in tutte le province e i paesi; là raccontavano dei miracoli compiuti dal nuovo profeta e predicavano l'annientamento di tiranni ed empi su tutta la terra. In Germania e Olanda la gente incominciava a farsi ribattezzare e a fondare nuove comunità. A Munster in otto giorni si battezzarono 1400 persone. In seguito al successo ottenuto dagli anabattisti, i loro partigiani incominciarono ad affluire a Munster da tutti i paesi, soprattutto dall'Olanda. A capo del gruppo olandese si trovava un certo Knipperdolling. In qualità di apostolo di Matthys arrivò a Munster anche Jan Beukels, che sotto il nome di Giovanni di Leida avrà in seguito un ruolo molto importante negli avvenimenti successivi.

Partito come apprendista sarto, sposò poi una ricca vedova, ma fece ben presto bancarotta dilapidandone le sostanze. Beukels viaggiò molto, andò in Inghilterra, nelle Fiandre, in Portogallo; era abbastanza colto, conosceva le Sacre Scritture e le opere di Münzer. A Munster entrò in rapporto con Knipperdolling e in breve ne sposò la figlia, introducendo così l'influenza di Matthys nella comunità anabattista. Nel frattempo la guida del movimento anabattista di Munster passò completamente dalle mani degli indigeni a quelle dei profeti olandesi. Alla guida della comunità stavano ora i predicatori-cospiratori sradicati dalla loro patria. In città avvennero scontri fra luterani e anabattisti, che saccheggiavano chiese e conventi.

Gli apostoli di Matthys predicavano il prossimo avvento del regno millenario, e a coloro che avevano ricevuto il secondo battesimo e agli eletti promettevano una vita felice nella comunione dei beni, senza governanti, leggi né matrimoni, mentre a chi si fosse opposto al nuovo regno minacciavano distruzione e morte per mano degli eletti. Costoro non potevano ospitare i miscredenti né avere alcuna relazione con loro. Il consiglio municipale decise l'espulsione di alcuni predicatori e ne fece arrestare uno che aveva violato il divieto di predicare. Si era agli inizi del 1534. Per le vie della città si riversò una folla di anabattisti al grido: "Pentitevi! Dio vi punirà! Padre, Padre stermina i miscredenti". Il 9 febbraio una folla armata scese nelle vie, ostruì le strade con barricate e occupò una parte della città. Anche i luterani corsero alle armi, occuparono l'altra metà di Munster e respinsero gli anabattisti. Le loro forze erano preponderanti, circondarono gli anabattisti puntando i cannoni contro di loro. La vittoria era in mano ai luterani ma il borgomastro Tilbek, che parteggiava per gli anabattisti, riuscì a concludere un accordo per la pace religiosa: "Affinché tutti fossero liberi nella fede, e potessero tornare a casa loro e vivere in pace" (201).

Questo segnò l'inizio del governo degli anabattisti, che da tutte le parti affluivano a Munster; in uno scritto che proviene dal loro ambiente si dice: "Il volto dei cristiani risplendeva nuovamente. Al mercato tutti profetizzavano, anche i bambini di sette anni. Le donne facevano dei salti sorprendenti. 1 miscredenti dicevano: sono pazzi, hanno bevuto il vino dolce" (202). Il 21 febbraio si tennero nuove elezioni per il consiglio municipale, e gli anabattisti ottennero la maggioranza. Essi presero in mano l'amministrazione della città e nominarono borgomastri due loro uomini, Knipperdolling e Knipperding.

Gli anabattisti tre giorni dopo le elezioni, il 24 febbraio, si premurarono di dare un'immediata dimostrazione del loro potere con una spaventosa spedizione punitiva. Devastarono conventi e chiese, fecero a pezzi statue, bruciarono immagini, gettarono per la strada le reliquie dei santi. Il loro furore non si dirigeva solo contro la religione, ma contro l'antica cultura in generale. Le statue che ornavano la piazza del mercato furono abbattute; una preziosa collezione di antichi manoscritti italiani, raccolta da Rudolf von Langen fu trionfalmente data alle fiamme sulla pubblica piazza. I quadri dell'allora famosa scuola di Vestfalia furono distrutti così meticolosamente che oggi si conosce questa scuola solo per sentito dire. Persino gli strumenti musicali subirono la stessa sorte.

 Dopo altri tre giorni, il 27 febbraio, cominciarono a mettere in pratica uno dei punti chiave del programma anabattista: l'espulsione dei miscredenti, ossia di quei cittadini che non avevano accolto la dottrina dei "profeti". Matthys insisteva per ucciderli tutti. Knipperdolling, più cauto, asseriva che tutti i popoli si sarebbero alleati contro di loro per vendicare il sangue delle vittime. Alla fine decisero di cacciare dalla città tutti quelli che si fossero rifiutati di ricevere il secondo battesimo.

Fu convocata un'assemblea di anabattisti in armi. Il profeta stava assiso come in trance, tutti pregavano. Infine Matthys si risvegliò e incitò a cacciare gli increduli: "Abbasso i figli di Esaù! L'eredità spetta ai figli di Giacobbe". Il grido "fuori gli empi" dilagò per le strade. Gli anabattisti armati fecero irruzione nelle case cacciando fuori quelli che non volevano ricevere il secondo battesimo. Si era alla fine dell'inverno e soffiava una tempesta di neve mista a pioggia. Un testimone oculare ha descritto questa folla che si trascinava nella neve, che sprofondava fino al ginocchio e che non aveva potuto prendere con sé nemmeno di che coprirsi. C'erano donne con i figli in braccio, vecchi con il bastone. Alle porte della città li depredarono ancora una volta. L'azione successiva fu la socializzazione delle proprietà. Una cronaca del tempo racconta: "Decisero unanimemente che tutte le proprietà dovevano diventare comuni, che ciascuno doveva consegnare l'argento, l'oro e il denaro. E alla fine fecero in questo modo" (203).

Sappiamo che questa misura non fu applicata in modo pacifico e ci vollero due mesi per portarla a termine. Matthys affidò a sette diaconi la sorveglianza dei beni confiscati. Per soffocare il malcontento suscitato da queste misure, gli anabattisti fecero un uso sempre più frequente del terrore. Una volta Matthys radunò tutti gli uomini in piazza, poi ordinò che si facessero avanti quelli che avevano ricevuto il battesimo l'ultimo giorno (il battesimo in massa in città era durato tre giorni). Si trattava di circa 300 persone cui fu ordinato di deporre le armi. "Il Signore è adirato ed esige delle vittime" disse Matthys. Gli uomini arrestati si prosternarono davanti al profeta secondo l'usanza anabattista, e scongiurarono pietà. Furono invece rinchiusi in una chiesa abbandonata; per diverse ore continuarono a sentirsi le loro preghiere.

Alla fine giunse Jan Beukels e annunciò loro: "Cari fratelli, il Signore si è impietosito di voi", e li lasciarono andare tutti. Ma le cose non avevano sempre un lieto fine. Un certo Hubert Riisher, ad esempio, fabbro, fu denunciato per aver criticato l'azione dei profeti. Fu condotto dinanzi all'assemblea. Matthys pretese la sua morte; altri intercedettero per il fabbro chiedendo la grazia. Ma Beukels esclamò: "Mi è stata data la forza dal Signore perché con la mia mano colpisca chiunque si opponga ai suoi ordini!" e colpì Riisher con un'alabarda. Il ferito fu portato in prigione, mentre continuarono le dispute sulla sua sorte. Alla fine riportarono sulla piazza il fabbro ferito e Matthys lo uccise di suo pugno con un colpo alla schiena. Da Munster fluiva un torrente di letteratura propagandistica che esortava i fratelli a riunirsi nella "Nuova Gerusalemme", "poiché c'è un letto e un rifugio pronto per tutti i cristiani. Se la gente sarà troppo numerosa adopereremo le case e i beni dei miscredenti". "Qui avrete tutto a volontà. I più poveri tra noi, che prima erano disprezzati come miserabili, ora circolano in abiti eleganti come gente di prima categoria, nobili. Per grazia di Dio i poveri sono diventati ricchi come i borgomastri e i signori" (204).

Venne diffusa la notizia che a Pasqua il mondo intero sarebbe stato colpito da un tremendo castigo e che, fatta eccezione per Munster, ne sarebbe scampato uno su dieci. "Che nessuno pensi al marito, o alla moglie o al figlio, se non sono credenti. Non prendeteli con voi, perchè sono inutili alla comunità di Dio" (205). Un volantino firmato "Emanuele" termina con queste parole: "E se qualcuno resterà fuori, io sono innocente del suo sangue" (206). Si diffuse dovunque il libro La restituzione ovvero la restaurazione dell'autentica dottrina, fede e vita cristiana, dove si diceva che la verità appena intravista da Erasmo, Zwingli e Lutero, risplendeva fulgida in Matthys e Giovanni di Leida (come aveva preso a chiamarsi Beukels). L'Antico Testamento aveva qui un ruolo di primo piano, perché non era decaduto né invecchiato; il Regno di Cristo sulla terra era inteso in senso puramente fisico. Esso avrebbe portato la comunione dei beni e la poligamia.

Il libro termina dicendo: "Nel nostro tempo ai cristiani è permesso rivolgere la spada contro le autorità empie" (207). Un'altra opera di vasta popolarità, l'Opuscolo sulla vendetta, era tutto un incitamento all'omicidio e alla vendetta. Solamente dopo aver compiuto la vendetta compariranno cieli nuovi e terra nuova per il popolo di Dio. "Ricordate quello che ci hanno fatto; tutto dev'essere restituito nella stessa misura. Siate vigilanti e non considerate peccato quello che peccato non è" (208). Da Munster furono inviati degli apostoli a propagandare la rivolta e il sostegno alla "Nuova Gerusalemme". Il successo fu notevole, soprattutto in Olanda. Erasmo Shet scrisse a Erasmo da Rotterdam: "Non c'è luogo, per quanto remoto, o città dove non covi sotto la cenere la rivolta. Il comunismo che vanno predicando attira masse di gente da tutte le parti" (209).

In molte città i ribattezzati si contavano a centinaia; fra questi c'erano anche molte persone influenti. A Colonia si ebbe notizia di 700 nuovi battezzati a Essen di 200. L'agitazione cresceva continuamente. Un giorno ad Amsterdam si videro correre per la strada cinque uomini completamente nudi con la spada in mano che predicevano la prossima fine del mondo. Truppe di anabattisti in armi si mossero verso Munster; 1.600 uomini si erano radunati a Wollenhove; trenta navi con anabattisti armati a bordo salparono da Amsterdam per sbarcare vicino a Genemuiden. Ben presto seguirono altre 21 navi con tremila uomini, donne e bambini. Le autorità olandesi riuscirono con difficoltà a disperdere questa massa di gente. A Warenburg la comunità anabattista aveva acquistato una grande quantità d'armi e il borgomastro ne era così spaventato che usciva solo scortato da cento guardie. A Munster il profeta Jan Duzenschnur compilò un elenco delle città che sarebbero state in potere dei "figli di Dio". Al primo posto stava Soest. Una delegazione di profeti vi si recò, entrando alla luce del giorno, solennemente, e predicando la rivolta.

Le autorità riuscirono a stento a cacciarli. Naturalmente questo movimento intimorì non solo il vescovo Franz von Waldeck, sotto la cui giurisdizione si trovava Munster, ma anche i signori delle terre vicine. Sia pur lentamente si mise insieme un esercito che strinse d'assedio Munster. La città aveva ottime fortificazioni e grandi scorte alimentari. L'assedio si presentava difficile, e si protrasse per 14 mesi. Una delle prime vittime della guerra fu il capo degli anabattisti Matthys. Durante uno dei banchetti comuni che gli anabattisti amavano fare, egli esclamò: "Che la Tua e non la mia volontà sia fatta!" e cominciò ad accomiatarsi dai presenti. Sembra che una visione gli avesse annunciato che, come Sansone, avrebbe dovuto ingaggiare battaglia con i miscredenti. Effettivamente il giorno dopo fece una sortita con un piccolo gruppo di volontari e venne fatto a pezzi dai lanzichenecchi. Si fece allora avanti con un sermone il suo confratello Beukels (Giovanni di Leida): "Dio vi darà un nuovo profeta che sarà ancor più potente. Dio ha voluto che Matthys morisse perché voi non credeste più in lui che in Dio stesso".

Nei giorni che seguirono Beukels divenne il nuovo profeta successore di Matthys (210). Una volta, il Signore sigillò la bocca di Giovanni per tre giorni. Quando riebbe il dono della parola comunicò di aver avuto una rivelazione a proposito del nuovo governo della città. Si doveva revocare il potere del consiglio, la città sarebbe stata governata da dodici anziani posti sotto l'autorità del profeta. I nomi degli anziani furono proposti dagli interessati stessi senza alcuna elezione, si trattava dei più influenti predicatori olandesi. A questo punto fu introdotta l'innovazione forse più radicale: l'istituto della poligamia. Idee del genere si erano trovate anche in passato nei sermoni degli anabattisti.

Come argomentazioni si servivano di citazioni bibliche, rifacendosi ai costumi dei patriarchi. La nuova legge era favorita dal fatto che, dopo la cacciata dei miscredenti da Munster, le donne erano venute a essere due tre volte più numerose degli uomini. L'introduzione della poligamia fu completata da una legge che obbligava tutte le donne in età da marito a sposarsi. Incominciò la spartizione delle donne. Dei testimoni oculari raccontano delle scene di violenza e di suicidi. L'atmosfera in cui si attuò l'applicazione della legge ci è testimoniata da un'ordinanza che vietava di fare irruzione nel luogo dove avveniva la scelta delle mogli. Ci si può facilmente immaginare la vita di queste nuove famiglie. Per di più anche le autorità vi si intromettevano, organizzando di tempo in tempo l'esecuzione pubblica delle donne ribelli.

La socializzazione dei beni e la poligamia suscitarono un'opposizione considerevole all'interno della città. I malcontenti catturarono i profeti più importanti e pretesero la sospensione di queste misure. Ma furono circondati dagli anabattisti rimasti fedeli a Beukels (per lo più olandesi e frisoni), e si videro costretti ad arrendersi. Li legarono a degli alberi e li passarono per le armi. "Chi tirerà il primo colpo renderà servigio a Dio" esclamò Beukels. La sconfitta dell'opposizione coincise con un'importante vittoria militare, fu infatti respinto un pericoloso assalto degli assedianti. L'esercito nemico era mal organizzato e probabilmente aveva nelle sue fila qualche anabattista, infatti a Munster si seppe in anticipo dell'ora dell'attacco. Le perdite degli attaccanti furono così gravi che una sortita decisa avrebbe potuto distruggere l'intero esercito nemico. Questi due avvenimenti rafforzarono grandemente la posizione di Beukels.

Un giorno il profeta Duzenschnur disse d'aver saputo da una visione che Giovanni avrebbe dovuto diventare re di tutta la terra e mantenere il possesso del trono e lo scettro di suo padre Davide finché questi non fossero passati allo stesso Signore. Beukels confermò d'aver avuto la stessa visione. L'elezione del re fu accompagnata dal canto di salmi. Beukels si circondò di una corte sontuosa, distribuì titoli nobiliari e si creò una schiera di guardie del corpo. Si sceglieva sempre nuove mogli, ma la preferita era Divara, "la più bella di tutte", vedova di Matthys, che gli era passata in eredità. Si fece fare due corone d'oro e pietre preziose, una reale e l'altra imperiale. Il suo emblema era un globo terrestre con due spade incrociate, a simboleggiare il suo potere su tutta la terra. Il re compariva al suono delle fanfare, affiancato da guardie a cavallo. A piedi, davanti a tutti, veniva un maestro di cerimonia con uno scettro bianco, seguito da paggi sontuosamente vestiti; uno portava una spada, un altro il libro del Vecchio Testamento.

Dietro veniva la corte vestita di abiti di seta. Tutti i presenti dovevano cadere in ginocchio. Proprio allora Giovanni aveva avuto una visione che gli aveva fatto sapere che nessuno doveva avere più d'una tunica, due paia di calze, tre camicie e così via. Questo era obbligatorio per tutti, tranne che per i membri della corte. Un giorno 4.200 cittadini furono invitati a un banchetto offerto dal re e dalla regina. Fu cantato l'inno "Gloria a Dio Onnipotente". D'un tratto Giovanni notò qualcuno che gli pareva estraneo, "non aveva gli abiti da sposo". Avendo deciso che si trattava di Giuda, detto fatto, il re gli tagliò la testa. Dopodiché il banchetto continuò. Venivano organizzate rappresentazioni teatrali per i cittadini, alcune di queste parodiavano la messa, altre avevano un intento sociale, ad esempio il dialogo tra il ricco e Lazzaro. Le strade cittadine e tutti gli edifici importanti furono ribattezzati. I neonati ricevevano nomi inventati ex novo. Quasi ogni giorno c'erano esecuzioni capitali, ad esempio il 3 giugno 1535 giustiziarono cinquantadue persone, il 5 giugno tre, tra il 6 e il 7 diciotto ecc. Si giustiziavano ora mogli ribelli, ora donne che avevano criticato il nuovo ordine. Una donna che si era rifiutata di diventare moglie del re nonostante le sue reiterate proposte, fu da lui stesso decapitata sulla pubblica piazza, mentre le altre sue donne cantavano "Gloria a Dio Onnipotente".

Tutto questo dà un'impressione patologica di delirio collettivo le cui prime vittime furono, in fin dei conti, gli stessi profeti che, accecati dal fanatismo, legarono il proprio destino a una causa persa. Ma non è così. A Munster troviamo molti tratti caratteristici di tutte le rivoluzioni, ma, essendo concentrati nel breve spazio di una città e di un anno, la tragedia si trasforma in una farsa grottesca. La storia si è servita dello stesso procedimento usato da Swift nell'attribuire tutti i vizi degli uomini grandi ai lillipuziani. Di fatto le azioni più eccentriche si mostrano perfettamente possibili nella realtà. Il fanatismo portato all'eccesso risvegliò una gran massa di anabattisti, le diede forza e contagiò con il suo spirito un numero sempre più grande di uomini. E nelle bizzarre affettazioni di Beukels si può facilmente scoprire un'intelligenza sottile, ne vedremo degli esempi in seguito.

A quanto pare sia lui che gli altri profeti avevano un piano molto preciso, speravano cioè in una rivolta mondiale per imporre il loro potere "su tutto il mondo" o comunque su una fetta considerevole dell'Europa. Queste speranze, per quanto non abbiano avuto conferma, non erano però del tutto infondate. Agitazioni e rivolte si erano susseguite in tutta la Germania nord-occidentale e in Olanda. Nei circoli ostili all'anabattismo era allora molto diffusa l'opinione che se Giovanni fosse riuscito a rompere l'assedio, avrebbe provocato un rivolgimento pari alle grandi migrazioni di popoli dei secoli passati. Emissari anabattisti erano attivi anche a Zurigo e a Berna, e particolarmente lo erano tra gli assedianti di Munster, dove compravano i lanzichenecchi offrendo loro di più. Questa voce non fu mai confermata ma è caratteristica degli umori del tempo. Certo esisteva un piano per diffondere la rivolta contemporaneamente in quattro luoghi diversi; il piano fu in parte realizzato. In Frisia gli anabattisti s'impadronirono di un convento, lo fortificarono e vi sostennero un lungo assedio. La vittoria costò all'esercito imperiale novecento uomini. Una squadra di navi anabattiste si mosse per conquistare Deventer, ma fu intercettata dalla flotta del duca di Heldern.

Un esercito anabattista si raccolse presso Groninga, erano circa mille uomini che volevano raggiungere Munster. Ma ancora una volta furono dispersi dalle truppe del duca di Heldern. Il grosso delle truppe anabattiste si trovava però nella patria di Matthys e Beukels, l'Olanda. Nel 1535 vi si radunarono alcuni grossi distaccamenti anabattisti che riuscirono perfino a occupare per breve tempo il Municipio di Amsterdam, ma le autorità ritornarono presto padrone della situazione. Una delle cause dell'insuccesso di tutto il movimento fu che i suoi piani erano noti agli avversari. Un apostolo di Beukels, un certo Gress, cadde nelle mani del vescovo e promise di pagare la propria salvezza rivelando i piani degli anabattisti. Ritornato a Munster come se fosse sfuggito al vescovo, fu messo al corrente dei piani della sollevazione generale e, mandato in missione come apostolo, rivelò tutto al vescovo. Sappiamo che le speranze di Beukels erano tutt'altro che illusorie.

Egli aveva raccolto un esercito con il quale contava di aprirsi un varco con l'aiuto delle truppe olandesi, e aveva fatto costruire una sorta di barricata mobile fatta di carriaggi. Di notte andava scalzo per la città, vestito della sola camicia e gridava: "Rallegrati Gerusalemme, la salvezza è vicina". Una volta radunò tutto l'esercito in piazza, per fare una sortita. Quando tutti si furono raccolti, comparve con la corona in testa e in abiti regali e proclamò che l'ora dell'assalto non era ancora giunta, ma che aveva voluto mettere alla prova la loro prontezza. Fu imbandito un banchetto per tutti cui erano presenti circa duemila uomini e ottomila donne. Alla fine del pranzo Giovanni annunciò d'un tratto di rinunciare alla carica reale. Ma il profeta Duzenschnur dichiarò che Dio chiamava il fratello Giovanni di Leida a restare sovrano e a punire gli empi. Così Beukels fu riconfermato. Evidentemente dietro a questa mascherata si celavano degli attriti reali. Un'altra volta, ad esempio, Knipperdolling si mise a fare strani salti, a danzare, e camminare sulle mani. Ma con la copertura di queste buffonate proclamò: "Giovanni è re nella carne, io sarò re nello spirito".

Beukels ordinò di rinchiuderlo in una torre, cosa che fece rinsavire Knipperdolling in un batter d'occhio; i due si rappacificarono. Un altro passo politico rivestito di un cerimoniale fantasioso fu "la scelta dei duchi". Nei dodici rioni in cui si divideva la città si tennero votazioni segrete. I biglietti con i nomi dei candidati vennero deposti in un berretto, l'estrazione venne affidata a dei bambini appositamente designati, naturalmente senza alcun controllo. Ovviamente gli eletti erano i profeti più vicini a Beukels. Ogni eletto ricevette in dono un ducato dell'Impero, uno dei dodici rioni della città, e unitamente il controllo della porta che vi si trovava. In quest'ultimo fatto era racchiuso il significato di tutta la manovra: i lanzichenecchi, di cui Beukels non poteva più fidarsi, furono così esclusi dalle posizioni chiave nelle difese della città.

Queste manovre erano completate dalla parata delle guardie del corpo che ogni giorno si esercitavano sulla piazza principale. Ma alla fin fine le pur ricche scorte si esaurirono e nella città incominciò la carestia. Mangiarono i cavalli e con loro la speranza di forzare il blocco. I diaconi confiscarono tutte le vettovaglie, fu proibito, pena la morte, di cucinare il pane in casa, tutte le abitazioni furono perquisite, nessuno aveva il diritto di tirare il chiavistello. I cittadini incominciarono a mangiare erba e radici. Il re proclamò che questo "non era affatto peggio del pane". Allo stesso tempo invitò i duchi, la corte e le sue mogli a un fastoso banchetto nel palazzo. Un testimone (Grosbeck), poi fuggito dalla città, racconta: "Si comportavano come se si apprestassero a governare per tutta la vita" (211). Il fanatismo serviva da parafulmini. Il re aveva ordinato: "Tutto ciò che è elevato venga abbassato", e la gente si era messa ad abbattere i campanili e la sommità delle torri. Il terrore si diffondeva sempre più. Si scoprivano sempre nuovi complotti. Un accusato venne tagliato in dodici pezzi, e un olandese ne mangiò il fegato e il cuore. La città era condannata. Tra i difensori erano sempre più frequenti le diserzioni, pur sapendo che li aspettava il processo da parte degli assedianti, torture e magari anche l'esecuzione capitale.

Alla fine, il 25 luglio 1535, Munster fu presa. Il regno degli anabattisti, saliti al potere il 21 febbraio 1534, era durato un anno e mezzo. Molti anabattisti furono uccisi dai lanzichenecchi durante l'assalto decisivo, altri furono processati e molti giustiziati. Ogni traccia della città evangelica venne abolita e Munster tornò sotto la giurisdizione del vescovo cattolico. Beukels durante l'assalto si era nascosto nella torre più sicura, poi si consegnò prigioniero. Sotto tortura rinnegò la propria fede e riconobbe "d'aver meritato mille volte la morte". Promise, se gli lasciavano salva la vita, di ricondurre all'obbedienza tutti gli anabattisti. Ma questo non gli servì. Sulla stessa piazza dove un giorno sedeva sul trono, lo torturarono con i ferri ardenti e alla fine gli trapassarono il cuore con un pugnale infuocato.  (Da: IL SOCIALISMO COME FENOMENO STORICO E MONDIALE di lgor' Rostislavovic Safarevic - La Casa di Matriona)

 
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