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Le elezioni trentine e la mia personale solidarietą a Luca Paternoster.
Di Caius - 17/11/2008 - Politica Trentina - 1255 visite - 0 commenti

Le elezioni trentine sono andate come sono andate.

Per chi ha certe idee reazionarie, come il sottoscritto, tutto sommato vi sono state notizie anche positive: non solo i candidati del centro destra che sono stati eletti sono persone in gamba, ma anche nel centro sinistra hanno vinto raggruppamenti, come l’Upt e il Patt, tutto sommato moderati. Il Pd, checché se ne dica, non ha sfondato: pur candidando il sindaco del capoluogo, è rimasto al di sotto della media italiana. Ma soprattutto sono rimasti fuori alcuni assessori del passato non certo pro life: Andreolli, Berasi, Benedetti. Inoltre Margherita Cogo, alfiere insieme al dottor Arisi della pillola Ru 486, ha visto diminuire di 3000 unità i suoi voti, nonostante la grande visibilità e potere ricevuto in questi anni. Nel suo paese, Tione, i suoi voti diminuiscono ad ogni elezione, segno che certo femminismo non è più così gradito. Sembra dunque si possa ipotizzare che la Cogo non avrà alcun assessorato! Ma quello che più mi ha urtato, come cattolico, in queste elezioni, è stata la posizione smaccatamente partigiana presa da alcuni sacerdoti. Mentre quelli che hanno votato PDL o Lega sono rimasti discreti, nonostante non mancassero di argomenti, come sempre quelli a sinistra hanno dovuto strombazzare anche pubblicamente la loro posizione, con grande danno della fede. Mi riferisco, senza fare nomi, a chi ad esempio ad una messa domenicale di ieri mattina alle 10.30, dopo aver parlato di Obama e di Mandela e di altri personaggi evangelici cui qualche cattolico pensa evidentemente di affidare la salvezza del mondo (essendosi Cristo rivelato un perdente), ha espresso pubblicamente la sua soddisfazione per il risultato elettorale; mi riferisco ad alcuni che si sono resi complici di maldicenze e calunnie ai danni di candidati cattolici solo perché del centro destra (quello lì parla di valori, ma è divorziato, ha detto uno di essi, riferendosi ad un cattolico impegnato, mentendo).

Soprattutto, essendo anche oggi sul giornale, vorrei spendere due parole sulle posizioni di padre Fabio Scarsato, di Sanzeno, i cui interventi contro il candidato leghista della sua zona, Luca Paternoster, mi sono parsi eccessivamente insistenti e stonati, pur non conoscendo nessuno dei due. Dopo aver additato il compaesano, reo di essersi candidato nella Lega, il padre ha insistito esprimendo la sua gioia ai quattro venti, e spiegando che i trentini hanno votato bene, senza “farsi condizionare dagli slogan”, evidentemente del Paternoster e della sua coalizione.

Il Padre ha chiaramente tutta la libertà di dire ciò che vuole, perché il Vangelo non è stato annunciata perché rimanesse nelle sacrestie. Però…ci sono dei però. Anzitutto non mi sembra bella questa insistenza a scadere così nel gioco politico da parte di un sacerdote: ribadire, dopo la vittoria, la propria posizione, già espressa prima, è stonato, sa di ripicca contro il Paternoster, che, visti i voti, non è stato poi così mal considerato dai suoi paesani. In secondo luogo sarebbe ora di fare una certa distinzione nell’uso delle parole o dei concetti: che la Lega si batta per un maggior rispetto delle regole da parte della popolazione immigrata, non è di per sé una forma di razzismo, e non richiede quindi l’intervento di un sacerdote.

Se invece, la giusta e doverosa preoccupazione per la legalità dovesse scadere in posizioni che negano la dignità dello straniero, allora questo intervento è non solo legittimo, ma anche doveroso. Tenendo però presente che ad impedire una certa intolleranza verso gli stranieri non serve a nulla continuare a far finta che non esistano problemi, come fanno spesso a sinistra.

 Il razzismo non è parte della cultura italiana: lo diventerà inevitabilmente se la politica e lo stato non provvederanno quanto prima a mettere ordine, per quanto possibile, nel fenomeno immigratorio! Da questo punto di vista, alcuni provvedimenti della Lega, il loro richiamo all’ordine e alla sicurezza, mi sembrano più atti a spegnerlo, il fuoco del razzismo, che ad alimentarlo (tanto più che alcune dichiarazioni ed atti condannabili, che ci sono stati, non hanno mai portato a proposte di legge segnate dal razzismo).

In secondo luogo padre Scarsato e tanti altri, devono tranquillizzarsi: i cattolici che votano Lega sono tanti, come dimostrano tutte le analisi di voto, e questo perché oltre alla legittima sicurezza, la Lega ha assunto spesso posizioni nobili e condivisibili: contro la pedofilia e il materiale pedopornografico, in Europa, a sostegno della vita, contro la droga libera, contro l’eutanasia...Il cattivissimo Bossi, parlando del caso Eluana, ha detto che non oserebbe mai far morire di fame e sete suo figlio. Il buonissimo Veltroni, che è abortista, ed ex comunista, condivide invece gran parte degli abomini della società odierna, e nelle file del suo partito vi sono alcuni degli avversari più convinti del pensiero cristiano riguardo alla vita e all’uomo. Aspettiamo che il padre Scarsato parli anche di questo, seguendo il suo papa! Allora saremo veramente convinti che non fa politica in senso becero, ma da cristiano!

 
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